Scarperia e San Piero

L’addio a Leprino nella sua Sant’ Agata

Presentato il libro su Giovacchino Forzano

La scomparsa di Faliero Lepri, detto “ Leprino ” alla bella età di 95 anni, ha suscitato nel suo paese natio e in tutto il Mugello, molta tristezza e tanto cordoglio, poiché queste figure di galantuomini,   di onesti personaggi, non solo hanno dato lustro alla loro terra natia, ma in tutto il territorio mugellano ed oltre, poiché con la loro intelligenza, la voglia di fare, il loro entusiasmo nel creare oggetti o cose che resteranno nel tempo e nello spazio, hanno lasciato testimonianza visiva di una vita spesa davvero bene. E “Leprino” con i suoi personaggi in movimento, creati artigianalmente dalle sue mani, hanno caratterizzato un modo di vivere fra ‘800 e ‘900, in tutte le sue sfaccettature sociali, civili, umane, cristiane. Un maestro nel vero senso della parola. Sembra ieri quando nel 1963 andammo a Sant’Agata per La Nazione per visionare e scrivere un breve resoconto di quello che in quel tempo, in una stanzina buia, aveva realizzato, e da quel giorno – e sono passati ben 53 anni – la sua arte, nel vero senso della parola, ha entusiasmato non meno di tre generazioni, che hanno avuto la fortuna di avere vicino Leprino nello spiegare le sue incredibili realizzazioni. Stamane, giovedi 28 aprile 2016, un popolo intero lo ha voluto salutare all’interno della Pieve di Sant’Agata, con la Santa Messa in suffragio concelebrata dal parroco don Francesco Chilleri (bellissime le parole di don Francesco verso questo suo parrocchiano) e da Monsignor Giancarlo Corti, nativo di quelle terre, alla presenza del sindaco di Scarperia San Piero Federico Ignesti, assessori e consiglieri comunali, gli ex sindaci Sandra Galazzo e Alessandro Marchi, autorità militari con il maresciallo Danilo Ciccarelli, ma più che altro la sua “gente”, molto anzianotti, ma con quei visi virgulti bruciati dal sole e dal tempo, che hanno fatto, con “Leprino” la piccola grande e inimitabile storia di Sant’Agata. Dopo la Messa un lungo corteo con in testa il sacerdote e le donne che recitavano sommessamente le preci, le autorità e il popolo lo hanno accompagnato nell’ultima dimora, in quel camposanto dove si gode una magnifico panorama dell’antico borgo mugellano con la sua incredibile pieve; “ Leprino ” di lassù, avrà tempo e modo di bearsi in santa pace la sua terra e di realizzare angeli, santi e madonne in movimento per proseguire quella che è stata la sua lunga e inimitabile vita vissuta. Una scena della vita di Sant’Agata con i suoi personaggi in movimento (Foto A.Giovannini) Una scena agricola e rurale ( Foto A.Giovannini) Faliero Lepri in arte “ Leprino ” con un suo pinocchio. (Foto Andrea Lapi)

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