Una grande serata di attualità quella che si è svolta ieri (mercoledì 22 novembre 2017) al cinema Don Bosco di Borgo San Lorenzo, dove si è discusso di legalità con il Procuratore Generale di Firenze, dr. Marcello Viola. Organizzata da Leo Club Mugello e Rotaract Mugello, con i rispettivi presidenti Guendalina Mascherini e Diego Staderini, la serata si è aperta con la proiezione del film-documentario “Ciapani – Trapani senza marketing” del giornalista Marco Bova che ha raccontato con ritmo incalzante la storia recente di Trapani. Appassionante la testimonianza del Procuratore Viola, intervistato da Riccardo Benvenuti, che ha condotto l’intera serata con professionalità. Il 59 enne magistrato, procuratore generale di Firenze dal settembre 2016, è giunto in Mugello accompagnato come sempre dalla scorta. Ripercorrendo brevemente la sua carriera Viola ha cominciato il suo percorso professionale, dopo aver fatto l’Uditore Giudiziario in Sardegna, all’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo. È affidato per il tirocinio al Consigliere Istruttore Rocco Chinnici padre del Pool Antimafia ucciso nel luglio 1983. In quelle stanze conosce magistrati come Giovanni Falcone Paolo Borsellino. Nel suo curriculum ci sono gli anni trascorsi all’ufficio del gip del Tribunale di Palermo, nei periodi giudiziari più forti del contrasto a Cosa nostra, e la procura di Trapani dal 2011: in questi cinque anni ha gestito fasi investigative molto delicate come quelle che hanno toccato la sfera dei beni sequestrati alla mafia: indagini tanto importanti che hanno segnato alcuni momenti della vita professionale, e personale, del procuratore Viola tra pedinamenti in autostrada, incursioni fin alla soglia del suo ufficio al quinto piano del Palazzo di Giustizia e lettere anonime. Viola non si è sottratto alle numerosissime domande, rivoltegli oltre che da Benvenuti, anche da Simone Innocenti del Corriere Fiorentino e dal regista del film, su tutti i temi. Dai rapporti tra politica e mafia, alle intercettazioni; dalla necessità di essere sempre vigili anche in Toscana per evitare infiltrazioni della criminalità all’importanza della scuola e della cultura nella lotta alla mafia.













