Luca Ferruzzi, Consigliere Comunale a Borgo San Lorenzo, ha recentemente aderito alla Lega Nord; nella breve intervista che segue spiega i motivi che l’hanno spinto ad effettuare questa scelta.
Luca, quali sono state le ragioni di base che ti hanno spinto, ultimamente, ad aderire alla Lega Nord?
Si tratta di motivazioni essenzialmente di ordine personale: dopo un lungo periodo di lavoro su me stesso, a 62 anni di età, in una Italia che continua ad arrancare sotto il peso dei problemi di sempre, ho finalmente deciso che non me la sentivo più di terminare il mio piccolo impegno politico in una collocazione ultimamente definita “moderata”, se per “moderati” si intende un termine comunemente utilizzato nel nostro paese, e solo da noi, per definire l’approccio alla politica “mediata”, all’accomodamento a tutti i costi, alle mezze decisioni annacquate ed inefficaci, al compromesso, che in definitiva per 70 anni hanno caratterizzato la gestione di questo povero paese. I “moderati”, è vero, hanno sempre governato, e forse sempre governeranno …. mentre i problemi, se tanto mi da tanto, rimarranno lungi dall’essere risolti. Ecco che quindi, sempre rimanendo nel contesto del centro-destra, dove ho militato per tutta la vita, ho ritenuto più opportuno e più consono al mio carattere, pormi su posizioni più nette, che oggi, all’interno dell’alleanza, mi sembra siano meglio e più compiutamente espresse dalla Lega Nord.
Quindi, se non ti senti “moderato”, come vorresti definirti?
Ecco, oggi sembra che da noi essere “moderati” significhi, in presenza di un settore pubblico elefantiaco e inefficiente, di un sistema burocratico abnorme, di un carico fiscale e un deficit pubblico tra i più alti del mondo, con seri e non più dilazionabili problemi di sicurezza e di immigrazione clandestina ormai ingestibile, doversi accontentare di piccole operazioni di maquillage, minime e indifferibili correzioni di rotta in nome, appunto, della volontà di non scontentare nessuno, men che meno chi, in questo sistema, alligna e ingrassa. E allora giù, tutti a fare i moderati, i politically-correct, i radical-chic.
Se questo, da noi – e, ripeto, solo da noi – è l’essere “moderati” (all’amatriciana), arte sopraffina sublimata in primis dai molti che ammiccano a chi, come il PD da un pezzo il potere detiene a tutti i livelli, allora io voglio finire in bellezza, e considerarmi un “radicale”: non scendere a patti, non teorizzare accordi per una supposta salvezza nazionale: e pazienza se non governeremo, ma almeno testimonieremo le nostre idee. Voglio rappresentare, nel mio piccolo, gli interessi, e le aspirazioni, di coloro che credono che solo con soluzioni più “radicali” l’Italia tornerà ad essere un posto degno di essere vissuto per noi e per i nostri figli.
Bene, ma cosa intendi per “radicale”?
Beh, se i “moderati” propongono, a fronte dell’attuale 45% di tasse (con punte fino al 70%), una riduzione di uno o due punti percentuali in cinque anni, ma, (mettendo furbescamente le mani avanti), solo se l’economia si riprende, io, da “radicale” propongo che quell’elemosina se la possono anche tenere: qua serve una riduzione di 30 (trenta) punti percentuali, perchè tra poco la gente sarà costretta a mangiare la corteccia degli alberi per far fronte a questo tipo di tassazione rapace e ingorda, e pace se ci sarà qualche contraccolpo su settori troppo a lungo privilegiati e protetti. Non va bene che uno stato affami così i suoi figli.
E se i “moderati” benpensanti, ipocriti e buonisti – di solito a panza piena – giustificano un sistema giudiziario buonista che non condanna e scarcera subito i delinquenti, io invece voglio essere “radicale”, e chi è condannato si arrangi, e se delinque non è per colpa della società, ma sua.
E se i “moderati” di belle speranze si arrovellano per “sistemare a vita” le falangi di immigrati clandestini, che ora definiscono migranti economici, e fino a sei mesi fa invece chiamavano indistintamente e magnanimamente rifugiati (ora almeno quell’ipocrisia sembra finita), io, da buon “radicale” esigo che in Italia, come nel resto del mondo normale, entri solo colui al quale le Autorità Consolari del nostro paese concedono un visto da rifugiato, o per ragioni umanitarie.
Mi si dice trattarsi di cosa impossibile? così come impossibile è punire adeguatamente i malviventi, garantire la sicurezza e la certezza della pena, abbassare le tasse, riparare le strade, sburocratizzare il paese, difendere e preservare la nostra cultura e le nostre tradizioni? Si, forse per i moderati lo è, ma che ci volete fare? Io invece mi ritengo un “radicale”.
E allora, quale sarebbe la tua visione per l’Italia e per il nostro territorio?
Ecco in poche parole, che di più annoierebbero, alcune delle ragioni che mi hanno spinto ad aderire alla Lega Nord, che, mi sembra, oggi come ieri ha sempre rappresentato una volontà di cambiamento reale, che parla di verità spesso scomode, che non si nasconde dietro un dito, e che rappresenta una alternativa di governo non basata su elemosine, mance elettorali varie e lavori socialmente utili che sviliscono la nostra gioventù, negano loro un futuro e li legano mani e piedi al sistema egemone del PD, ma su una sana visione sociale, sul lavoro e su una vita dignitosa e giusta, sul rispetto – da parte di tutti, italiani e ospiti – per le leggi e per le belle tradizioni del nostro paese.












