Potrà essere utile, in questa strana serata per Vaglia e un po’ per tutto il Mugello, tracciare alcune note ‘storiche’ della vicenda legata alla cava di Paterno ed ai suoi veleni. Una vicenda che inizia ben prima della scoperta del Polverino 500 mesh. Quando, nei primi anni Duemila, si presenta il problema del ripristino ambientale della cava esaurita. Pare iniziare tutto da qui: secondo le accuse, infatti, i responsabili ci avrebbero occultato di tutto un po’ nei vari anni (fanghi di conceria, scarti di salamoia, rifiuti di demolizione, pneumatici e automezzi fuori uso fino alla brutta vicenda del Polverino). Il tutto mentre chi doveva vigilare non sarebbe stato in grado (stabilirà la magistratura il perché) di imporre il rispetto delle norme. E proprio in relazione a questo periodo sarebbero i nuovi avvisi di garanzia all’ex sindaco Fabio Pieri e ad un funzionario dell’ufficio Tecnico Comunale. Poi, nel 2013, scoppiò la bomba ambientale con le ispezioni della Forestale. In quei giorni OK!Mugello pubblicò in versione integrale una nota della lista Civica Per un’Altra Vaglia che chiedeva conto di tanti interrogativi mai risolti (Clicca qui per l’articolo di OK!Mugello). Allora, in quelle prime settimane, la linea fu quella di minimizzare. Ma il problema emerse poi in tutta la sua portata nel febbraio 2014: con l’operazione Polverino 500 Mesh Paterno si scoprì al centro di una traffico di rifiuti e scarti industriali. Nel frattempo era già nato da tempo a Vaglia e Paterno un combattivo comitato ambientale. Che cercava in tutti i modi di scongiurare quella che era stata la linea dell’amministrazione Pieri. Ossia quella di proporre la provincia di Firenze di realizzare in loco una discarica per rifiuti speciali contenenti amianto. Una battaglia che, dopo la scoperta, si trasformò in quella per la bonifica del sito. Il mandato amministrativo, nel frattempo, stava arrivando a scadenza. Su tutto si instaurò una campagna per le primarie in cui il candidato Leonardo Borchi sui fece paladino del ripristino (vincendo poi le elezioni). Lo stesso Borchi che oggi dichiara: “In relazione agli sviluppi dell’indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Firenze sulla discarica abusiva di rifiuti nell’ex cava di Paterno ed alle conseguente informazioni di garanzia emesse nei confronti dell’ex sindaco del Comune di Vaglia Fabio Pieri e di un funzionario dell’Ufficio Tecnico, il sindaco Leonardo Borchi e la sua Amministrazione auspicano che la Magistratura compia il suo lavoro nel più breve tempo possibile, che sia fatta totale luce sulla vicenda e che siano individuate le eventuali responsabilità. L’attuale Amministrazione ha sempre collaborato con gli inquirenti per disvelare la realtà dei fatti ed è impegnata perché si realizzi nel più breve tempo possibile la messa in sicurezza e la bonifica dell’area oggetto di discarica abusiva”.
Paterno, una brutta storia mugellana. Le vicende della cava dei misteri












