In questi ultimi tempi sulla stampa scritta e parlata abbiamo letto ed ascoltato diverse prese di posizione, con articoli e servizi, sullo stato delle acque del torrente Le Cale a Borgo San Lorenzo, torrente che come è noto costeggia via Marconi, via Caduti di Montelungo (attiguo ai bastioni), per andare poi a sposare la Sieve al “puntone”.
Sono stati presentati esposti alla Provincia, all’Arpat, al comune di Borgo San Lorenzo, alla Polizia Municipale ed altro, per conoscere le motivazioni del prosciugamento delle Cale (questo torrente nasce sotto Monteforzoli), nel periodo estivo.
Molte sono state, e lo sono, le supposizioni (lavori sull’alveo, attingimenti da parte di aziende zootecniche, prelievi non consoni ai regolamenti, prelievo dell’acqua per annaffiare giardini e prati privati, etc, etc,), quindi ecco interrogazioni da parte di semplici cittadini, associazioni, partiti politici e quant’altro. Noi non siamo tecnici preposti a questo specifico settore, siamo solamente appassionati di storia e la storia appunto ci racconta che l’alveo del torrente Le Cale (detto in antico Le Cali), una volta deviato dal suo letto naturale, per immetterlo nell’attuale via Marconi, perse una notevole percentuale di potenza idrica che lo contraddistingueva.
Fu infatti nel 1844 che Le Cale dopo giorni e giorni di pioggia uscì dall’alveo alluvionando buona parte del paese (il torrente, restando ai giorni nostri – settembre 2011 -, scorreva dal Bivio per la Stazione, faceva una curva a retta, scendeva a lato dei Giardini Municipali, davanti alla Sede della Misericordia, l’edicola Mattioli, la Compagnia dei Carabinieri, la Casa del Popolo, e quindi verso la Sieve dall’attuale Piazzale Curtatone e Montanara); gli amministratori dell’epoca decisero di deviare il torrente per una maggiore sicurezza, anche perchè il paese si stava ampliando al di fuori delle antiche mura.

Con questa deviazione molte piccole sorgenti si sfaldarono (i vecchi idraulici comunali rimanevano meravigliati dalla potenza dell’acqua nei punti dove scorreva anticamente Le Cale), mentre il nuovo percorso non avendo queste caratteristiche di polle d’acqua, si riempiva d’inverno per le piogge, ma immancabilmente si prosciugava l’estate. E questo da sempre, anno più anno meno, dal 1846. Le foto che abbiamo nel nostro archivio con Le Cale prosciugate si riempie un quaderno. L’immagine che andiamo a pubblicare (fu inserita nel libro “Caro Vecchio Borgo” edito nel 1989), è datata 1931; si notano due borghigiani ben vestiti al centro dell’alveo prosciugato delle Cale al Ponterosso, osservati da alcune persone sulla spalletta. In quel periodo ovviamente non c’erano Aziende Zootecniche a monte, non si annaffiavano i giardini perché non c‘erano, così come c’erano pochissime abitazioni, ma Le Cale l’estate si prosciugavano, sempre, immancabilmente.
Al contrario, prima della deviazione del 1844, essendo il torrente in “discesa” l’acqua scorreva molto forte verso Sieve. Ripetiamo che questa è solamente un amnesi storica, senza nessuna pretesa scientifica, ci mancherebbe, è solo una curiosità storica di un torrente che ha fatto la storia del vecchio paese. Certo non si pescano più i “ghiozzi” con la forchetta, i ranocchi, qualche cavedano, ma ditemi voi, in tanti anni scellerati contro la natura, cosa è rimasto.
(A.G.)
Foto 1 (in alto): Anno 1823: Carte Topografiche “Leopoldine”. A destra in scuro il torrente Le Cale; il luogo contrassegnato dal n.1 sono gli attuali Giardini Municipali in piazza Dante; il n.2 la Sede della Misericordia in via Giotto; il n. 3 l’edicola Mattioli in via Pananti; il n.4 la Compagnia dei Carabinieri in piazza Gramsci e il n.5 la Casa del Popolo in piazzale Curtatone e Montanara. (clicca sulla foto per ingrandire)
Foto 2 (qui sopra): Anno 1931: due borghigiani posano per il fotografo nell’alveo prosciugato del torrente Le Cale al Ponterosso.
(Foto A.Giovannini)












