Un nuovo interessante intervento sulla centrale a biomasse che sorgerà a Petrona. Lo scrive Sauro Bani ponendo agli amministratori e al Partito Democratico interessanti domande sulla mancata trasparenza ed il mancato coinvolgimento dei cittadini. Ecco il suo intervento e la sua riflessione in versione integrale:
La parola bio è un etichetta che viene appiccicata su una moltitudine di cose. Forse per renderle più digeribili. Perché parlare di “bio” per l’impianto che dovrebbe sorgere in quel di Petrona, comune di Scarperia e San Piero? Manufatto per la produzione di energia o pellet, non ho capito bene. Forse, mi son chiesto, cospargerà “l’aere” di profumi ed essenze. Per cui sentiremo grida di giubilo da parte dei mugellani e dei turisti che solcheranno la nostra terra. Insomma l’estasi sarà totale. Riflessione. Secondo il mio modesto parere, si può parlare di energia impatto zero o “bio”, solo quando si produce con sole, vento, acqua (fiumi e maree). Se si brucia qualcosa, forse qualche problema c’è. Basta dirlo. Veniamo al sodo. Venerdì 5 marzo ho avuto, per la prima volta, l’opportunità di partecipare ad una conferenza nella quale si è discusso della realizzazione della “Centrale a Biomasse” di Petrona. L’assemblea si è svolta presso il circolo “Insieme” di San Piero a Sieve. Scopo della serata, oltre alla spiegazione di quanto sta avvenendo, è stato quello della costituzione di un comitato per opporsi al costruendo impianto. Mi fermo un attimo prima. Personalmente non ho ancora preso una decisione, anche se i dubbi e perplessità sono diversi. Ma pongo un serio interrogativo nei confronti di chi, e parlo degli “addetti ai lavori”, è scandalizzato perché…”tanto sono i soliti,quegli che criticano tutto”. Sorge spontanea una domanda. Come mai il partito “leggero”, “solubile”, il P.D. renziano, non ha convocato un’assemblea, in tempi non sospetti, 4/5 mesi fa, sull’intera querelle? Perdita di ruolo? Partito oramai cassa di risonanza di decisioni prese in luoghi deputati? Forse più avvezzo, oramai, a stare al traino di giunte, presidenze di società partecipate, assetti regionali o quant’altro non abbia la parvenza di “partecipazione dal basso”. Perché non è stata convocato un consiglio comunale “aperto”, vecchia cara formula di partecipazione? Ma la cosa non riguarda solo il comune di Scarperia e San Piero. Tutta la vivacità, per esempio, del “rinnovato” P.D. di Borgo San Lorenzo dov’è? Anche il comune di Borgo San Lorenzo è a pieno titolo coinvolto in questa vicenda, anche se non cade giuridicamente nel proprio territorio, visto che è azionista della Pianvallico s.p.a. e facente parte dell’Unione dei Comuni del Mugello. Questa vicenda riecheggia un po’ quanto è successo qualche anno fa, quando a seguito dei lavori della costruenda “Alta velocità ferroviaria”, il Carza sparì. Stesso comportamento da parte delle istituzioni. Anche lì un gruppo di cittadini si autoconvocarono, in estate, nel greto del Carza, oramai asciutto. Non c’era uno straccio di amministratore pubblico presente. E così è successo, purtroppo, l’altra sera. Ma come. 100/120 persone decidono di autoconvocarsi e non si avverte l’esigenza,l’urgenza di intervenire per spiegare il tuo punto di vista? Sul come mai siamo arrivati a questa decisione? A me è parso un vero e proprio “harakiri” da parte del/dei partito/i che governano il nostro territorio. Sauro Bani












