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Lauri (F.d.i): “Fondi pubblici al fondatore del Forteto?? Inaccettabile!”

La vicenda è stata al centro dell’audizione del presidente dell’Unione dei Comuni e sindaco di Pontassieve, Carlo Boni, insieme...

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Desta sorpresa e indignazione quanto emerso dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Forteto. Nel corso di un’audizione è stato rivelato che l’Unione dei Comuni del Valdarno e Valdisieve ha erogato un contributo economico a Rodolfo Fiesoli, fondatore della comunità “Il Forteto”, per il pagamento della retta della residenza sanitaria assistenziale (RSA) in cui stava scontando la detenzione domiciliare.

Fiesoli, condannato in via definitiva a 14 anni e 10 mesi di reclusione per maltrattamenti e abusi sessuali su minori, dopo la scarcerazione avvenuta nel febbraio 2023 stava espiando il residuo di pena presso una RSA di Padova. Secondo quanto riferito, la retta della struttura, per un importo complessivo superiore ai cinquemila euro, sarebbe stata coperta con denaro pubblico.

La vicenda è stata al centro dell’audizione del presidente dell’Unione dei Comuni e sindaco di Pontassieve, Carlo Boni, insieme ad alcuni funzionari dell’ente che hanno seguito il provvedimento. Durante l’incontro è emerso inoltre che la richiesta di restituzione delle somme erogate sarebbe stata avanzata dall’Unione dei Comuni proprio nel giorno del decesso di Rodolfo Fiesoli.

Sul caso è intervenuto Roberto Lauri, capogruppo di Fratelli d’Italia sia nell’Unione dei Comuni del Valdarno e Valdisieve sia nel Comune di Pontassieve, che ha definito l’episodio “inspiegabile e sconcertante”. Secondo Lauri, l’utilizzo di fondi pubblici a favore di un soggetto condannato definitivamente per reati gravissimi rappresenterebbe “una grave offesa alle vittime delle violenze”.

Fratelli d’Italia confida ora che il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta, presieduta dall’onorevole Francesco Michelotti, possa fare piena luce anche su questo episodio, considerato l’ennesimo tassello di una vicenda che continua a sollevare interrogativi e a suscitare forte emozione nell’opinione pubblica, nonostante le sentenze di condanna già pronunciate.

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