Borgo San Lorenzo

Lasciato soffrire per ore. Una storia di burocrazia a Borgo

Lasciato soffrire per ore. Una storia di burocrazia a Borgo

Una storia surreale, di ordinaria burocrazia, nel nostro civile Mugello. Tanto vera quanto incredibile. Cosa è successo? Questa mattina (mercoledì) a Borgo San Lorenzo (Viale IV Novembre) una signora, Greta Costantini, ha trovato nel proprio giardinetto un gatto randagio rantolante e in fin di vita. La sua reazione (istintiva e comprensibile) è stata quella di allertare subito le autorità, iniziando dal servizio di veterinaria della Asl. Una reazione dettata, oltre che dalla compassione per il povero animale sofferente, dalla preoccupazione per altre due morti (sospette) di felini nella zona nel giro di pochi mesi. Tanto da far temere che si trovino bocconi avvelenati, pericolosi anche per i cani o addirittura per i bambini. Il servizio di veterinaria della Asl, però (come ci viene confermato dalla Polizia Municipale di Borgo San Lorenzo) può intervenire solo in caso di morte dell’animale o di investimento (questo sarebbe il caso coperto dalla convenzione con i veterinari) e non di sospetto avvelenamento. Allora la signora in questione ha chiamato direttamente i Vigili Urbani, i quali a loro volta hanno segnalato la cosa all’Asl (come abbiamo detto però senza successo). La signora, però, non si è data per vinta ed ha chiamato uno studio veterinario mugellano. Qui però, si è sentita dire che, per far sopprimere il gatto, avrebbe dovuto dichiarare che si trattava del proprio animale. Una storia kafkiana, insomma, finita solo poco dopo le 17. Quando il gatto è morto ed ha smesso di soffrire. E a quel punto è potuta intervenire la Asl per il recupero. Una sofferenza durata dalle 9 alle 17. Della quale, sinceramente, ci riesce difficile capire il motivo. Nella foto: il gattino morto a Borgo San Lorenzo

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