Sono due le immagini che Marco ci regala attraverso il racconto della terza tappa del suo viaggio. Immagini di un percorso condiviso. La prima è quella di un professore scozzese e del suo amico australiano, rispettivamente di 67 e 63 anni. Personaggi quasi usciti “da un’ottima commedia inglese”, il cui passo è impossibile da tenere.La seconda immagine, invece, vede protagonisti due bresciani, Paola ed Emanuele, con “i piedi a mollo” nella meravigliosa fontana nel centro di Sarzana.
“E’ incredibile la facilità con cui si entra in relazione lungo il cammino. […] E’ vero che noi abbiamo scelto questa esperienza […]. La differenza con altri tipi di cammino è notevole. Penso alla centinaia di migliaia di migranti costretti a fuggire dal proprio paese e sottoposti ad ogni tipo di violenza..”
Una tappa, quella odierna, ricca di riflessioni per il nostro viaggiatore. Da Aulla ad Avenza “si incontrano tante Italie diverse”. Dalla montagna, che sa di un quasi incomprensibile passato, alla discesa a Sarzana in cui vi è già troppo cemento.
“Classico e moderno, antico e contemporaneo devono trovare una sintesi che non premi la nostalgia, ma nemmeno ragionamenti basati sulla semplice parola “progresso”. È difficile, ma starà lì la nostra scommessa vinta per costruire davvero un mondo migliore”.













