I Comuni di Pelago, Pontassieve e Rufina promuovono un articolato programma condiviso di iniziative dedicate alla memoria storica, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza civile sulle deportazioni nei lager nazisti e sulle responsabilità dei regimi totalitari del Novecento. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’ANED – Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti, si concretizza in un doppio appuntamento di visite guidate rivolte alla cittadinanza e previste per domenica 25 e sabato 31 gennaio 2026.
Il progetto nasce dalla volontà delle amministrazioni comunali di valorizzare luoghi simbolo della memoria toscana, riconosciuti a livello nazionale per il loro ruolo di testimonianza storica e educativa. Attraverso un percorso guidato e qualificato, i partecipanti avranno l’opportunità di approfondire i temi della deportazione, della Resistenza e della persecuzione politica e razziale, favorendo una riflessione collettiva sui valori di libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani.
La prima visita è in programma domenica 25 gennaio presso il Museo della Deportazione e Resistenza di Prato. L’iniziativa è gratuita e riservata ai residenti dei Comuni promotori, con un numero massimo di partecipanti stabilito per garantire la qualità dell’esperienza. La visita sarà accompagnata dai consiglieri ANED e prevede un’organizzazione logistica condivisa, con partenza in pullman da Pontassieve e rientro nella tarda mattinata.
Il secondo appuntamento si terrà sabato 31 gennaio al Memoriale delle Deportazioni di Firenze, che custodisce l’allestimento originariamente collocato nel campo di Auschwitz I. Sono previsti due turni di visita guidata, anch’essi gratuiti, condotti dal personale del Memoriale con il supporto del vicepresidente di ANED Firenze. Anche in questo caso l’accesso avverrà tramite iscrizione, con priorità ai residenti dei tre Comuni.
Le amministrazioni sottolineano come queste iniziative rappresentino non solo un momento di commemorazione, ma un vero e proprio dovere civico, volto a contrastare l’indifferenza e a mantenere viva la memoria storica come strumento essenziale per comprendere il presente e costruire una società più consapevole.












