Conosciamo fin dalla prima giovinezza (abitavamo a pochi metri di distanza in quel di Borgo San Lorenzo nel Mugello), il caro amico Giuseppe “Pucci” Cipriani, da quando cioè ragazzini la nostra meta dopo la scuola era l’Oratorio dei Salesiani, fucina di una gioventù che cresceva all’ombra del campanile del Santuario del SS. Crocissso, sotto la guida di grandi sacerdoti, don Tarcisio Torracchi, don Fortunato Raddi, don Giuseppe Rodolfi, assillati da una miseria asfissiante ma da una ricchezza umana e cristiana che ha forgiato tre/quattro generazioni di ragazzi fino a quando, haimè, lasciarono per sempre il Mugello dopo quasi 50 anni di permanenza. Vicini a questi sacerdoti eccone alcuni – i cosidetti preti secolari – titolari di piccole grandi e medie parrocchie del territorio, che hanno testimoniato con i “salesiani” quella che è stata la secolare tradizione della Chiesa in tutte le sue sfaccettature secolari. Eccone alcuni: don Dino Migliorini, docente di lingua francese alle Scuole Medie a parroco di Santa Maria a Cardetole, Don Rino Bresci, lontano parente di Gaetano Bresci, che assassinò nel 1901 il re Umberto, parroco di Santa Maria a Pulicciano, don Mario Faggi, per tanti anni prete della Chiesetta di Cafaggiolo davanti al castello mediceo, lo stesso Maestro Monsignor Domenico Bartolucci, Cardinale, direttore perpetuo della Cappella Sistina, il più grande compositore di musica sacra al mondo del secondo ‘900 (scomparso lo scorso l’11 novembre 2013) il pievano di Borgo San Lorenzo don Ugo Corsini, insignito dopo 60 anni dalla morte (1953) di “Giusto fra le Nazioni” per aver salvato una famigliola di ebrei durante le leggi razziali, e tanti altri ancora. Ebbene Pucci Cipriani, conoscendo la sua indole cattolica tradizionalista, è andato alla scoperta e alla riscoperta in questo grosso tomo ( “La Memoria negata” – pagg. 438 – 20 immagini – Zolfanelli Editore – € 25,00), di tutti questi sacerdoti (anche della provincia e della stessa Firenze), che lo stesso Cipriani (anche noi del resto), ha conosciuto nel tempo, negli anni del loro apostolato, intervistandoli a più riprese, cercando di comprendere la loro assoluta fedeltà alla tradizione cristiana della Chiesa ante Concilio Vaticano secondo. Ne sono venuti fuori dei “medaglioni” storici estremamente interessanti dal lato ovviamente e prettamente religioso, ma anche di socialità, di umanità di solidarietà (cristiana, non laica), di preti che non hanno minimamente derogato da quello che è stato il loro credo fin da giovani e giovanissimi seminaristi. Non hanno cioè tradito il loro “io” interiore di sacerdoti di Santa Madre Chiesa, andando incontro com’era prevedibile a emarginazioni, come ultimamente Padre Lanzetta dei Francescani dell’Immacolata mandato in esilio in una chiesetta ai confini con l’Austria (se ci avevano mandato un prete alla don Gallo, mamma mia quello che sarebbe accaduto!!), senza contare le irrisioni, offese, illazioni, anche – purtroppo – dai loro stessi confratelli in Cristo. Pucci con grande coraggio ed altrettanta onestà intellettuale, gli ricorda, riporta alla luce la loro fedeltà nella tradizione, la loro bontà, la loro dedizione e il loro sacrificio, ci ricorda come si deve ricevere la Santa Comunione, le posizione verso il Santissimo sull’Altare, l’incenso, il simulacro del Cristo morente nella settimana Santa al centro della Chiesa (un prete mugellano lo nascose in una stanza poiché gli faceva fatica metterlo alla venerazione dei suoi parrocchiani. Ndr), e allo scrivente di queste note, cristiano da tre una lira, ci pare cosa buona e giusta. Nel giorno della presentazione del libro di Pucci, venne officiata a cura del Comitato organizzatore, una Santa Messa in Requiem dei sacerdoti defunti della tradizione; la Basilica di San Gaetano in piazza Antinori era gremitissima, molti erano giovani, anche diversi borghigiani e mugellani, e vicino al celebrante (manderanno anche lui in esilio!), abbiamo notato ben otto giovani sacerdoti officianti, mentre nel corso alcune voci salmodianti cantavano quel gregoriano che è stata la base delle cerimonie prima che arrivassero chitarre e trombette varie. Con al centro il catafalco in coltre nera, i quattro ceri ai lati, mi sembrava di essere tornato bambino quando chierichetto servivo la Santa Messa a quella splendida figura di sacerdote com’era Monsignor Ugo Corsini nelle vetusta Pieve romanica di San Lorenzo, prima di correre spensierato all’Oratorio Salesiano a ricevere gli insegnamenti di quelle altrettanto splendide figure di educatori come lo erano i salesiani. Ci sarà qualcuno che farà “spallucce” per questo nostro scritto, non ce ne importa assolutamente niente (siamo abituè); il libro di Pucci resterà per sempre a perpetuare una vita cristianamente vissuta da questi preti fedeli fino all’ultimo respiro. (Aldo Giovannini) Foto 1 (qui sopra): Il frontespizio del libro di Pucci Cipriani Foto 2 (in alto): Il tavolo della presentazione del libro di Pucci Cipriani nell’Auditorium del Duomo (oltre 500 persone) in via Cerretani a Firenze.Da sinistra il Prof. Roberto de Mattei (Docente di Storia del Cristianesimo, Preside della Facoltà di Storia all’Università Europea di Roma), Prof. Massimo de Leonardis ( Ordinario di Storia delle relazioni e delle istituzioni Internazionali e Docente di Storia dei Trattati e Politica Internazionale e Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Cattolica di Milano), l’autore Prof. Pucci Cipriani, il giornalista e vignettista Alfio Krancic, l’avv. Ascanio Ruschi (presidente della Comunione Tradizionale).













