Borgo San Lorenzo

La storia di Fido, da Borgo un esempio di fedeltà

Uno striscione per Fido...

Fido come Hachiko, il cane esempio di fedeltà protagonista del film con Richard Gere. Ha fatto parlare in Mugello, qualche giorno fa, un articolo di Repubblica.it che paragonava la storia raccontata al cinema con quella di Fido: il cane cui è dedicato il monumento in Piazza Dante a Borgo San Lorenzo, proprio sotto il Comune.

E intanto è nato anche un gruppo, su Facebook, per ricordare e celebrare il cane che è stato esempio di fedeltà. E’ ambientata nel dopoguerra la storia di Fido. Ecco parte dell’articolo, a firma di Jenner Meletti, che ha commosso il Mugello: 

 

Due storie si incrociano, come in un gioco di specchi, in questo 30 dicembre. Esce nelle sale italiane il film “Hachiko, il tuo migliore amico”, con Richard Gere. Narra una storia accaduta in Giappone fra le due guerre mondiali. Un professore universitario adotta un Akitainu di colore bianco (lo chiama Hachiko) e questo ogni giorno lo accompagna alla stazione di Shibuya. Al pomeriggio il cane è lì ad attendere il suo ritorno. Il professore muore e Hachiko, per dieci anni, va alla stazione ogni giorno alle 15, puntuale. Quando muore, gli dedicano un monumento. Sempre oggi, nella sala del Consiglio comunale di Borgo San Lorenzo il sindaco Giuseppe Bettarini riunirà gli scolari delle elementari per ricordare assieme a loro il bombardamento del 30 dicembre 1943, che provocò 103 vittime. Fra di loro – e qui le storie si incrociano – anche l’operaio Carlo Soriani, il padrone di Fido. Per la prima volta, nel penultimo giorno del 1943, il cane attese invano il ritorno dell’uomo.

Il bastardino toscano, bianco con macchie nere, con l’arrivo del “collega” giapponese sugli schermi, forse verrà chiamato “l’Hachiko italiano”. Ma Fido già era famoso quando ancora era in vita, con i settimanali che gli dedicavano le copertine. La Domenica del Corriere, Gente e Grand Hotel fra il 1957 ed il 1958 fecero commuovere milioni di italiani con “la storia della fedeltà di un cane”.

“Era una fredda sera dell’inverno 1941 quando Carlo Soriani sentì un guaito…”. L’operaio sta tornando da San Lorenzo alla sua casa nella frazione di Luco. Nel greto di un torrente trova un cucciolo ferito. Lo porta a casa, diventa “suo”. Non è bravo a caccia, il cagnolino. Fido non sa nemmeno fare la guardia. Ma ogni mattina alle 5,30 sveglia il padrone, e assieme vanno alla corriera. Alla sera, alle 19, il cane è lì in piazza. A volte il padrone scherza, non scende dalla corriera. Il cane sale e lo va a cercare, nascosto dietro un sedile. Questo per due anni, fino alla sera del 30 dicembre, quando le bombe distruggono la fabbrica dove lavora il padrone. “Fido, fedele al suo appuntamento, era lì ad aspettare anche quella sera. Gli operai scesero in silenzio, con facce pallide… Fido esaminò uno ad uno tutti i viaggiatori poi saltò sulla corriera e invano cercò fra i sedili Carlo Soriani. Tornò a casa da solo e la famiglia Soriani capì che Carlo non sarebbe più tornato”.

In pochi giorni, nella piazzetta di Luco, tutti notano questo cane che aspetta. “Da allora, puntualmente, ripeté ogni pomeriggio per quasi quattordici anni questo suo viaggio da casa alla piazza. Il giorno lo passa sul cocuzzolo davanti a casa, con il naso in su, rivolto verso Borgo San Lorenzo. Anche negli ultimi anni di vita, quando le zampe non lo sorreggevano più, con gli occhi annebbiati, le orecchie ciondoloni, era sempre lì ad aspettare”.

Il sindaco di Borgo ordina che Fido sia esentato dalla tassa sui cani e che possa circolare liberamente senza museruola. Il 9 novembre 1957 il cane viene premiato con una medaglia d’oro, durante una cerimonia in Comune. L’annuncio della sua morte – avvenuta l’8 giugno 1958 – viene dato da “La Nazione” a quattro colonne. “Fido è morto. Sarà sepolto all’esterno del piccolo cimitero di Luco di Mugello dove riposano le spoglie del suo padrone”. “Fido è stato trovato morto sul ciglio di un podere ieri alle sedici, poco lontano dalla sua casa di Luco di Mugello. La scoperta l’hanno fatta due ragazzini che tornavano da scuola. Lo hanno riconosciuto subito e sono corsi a dare la notizia alla signora Soriani, che è scoppiata in lacrime. In breve, gli abitanti del borgo erano radunati quasi al completo intorno al povero corpicino inerte, semi nascosto dall’erba alta”. Pochi mesi dopo è stato inaugurato il monumento, opera dello scultore Salvatore Cipolla.

“Oggi – dice il sindaco Giovanni Bettarini – parlerò agli scolari di Fido e del suo padrone morto sotto le bombe. È un modo per ricordare la nostra storia”. I bambini che non abitano qui scopriranno invece Hachiko al cinema, e penseranno che storie così possano accadere solo dall’altra parte del mondo.

 

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