Borgo San Lorenzo

La SoS Comunità Montana, appello delle Rsu

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Dalle rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) della Comunità Montana Mugello riceviamo e pubblichiamo questo lungo documento destinato alla stampa e ai sindaci della zona. Che vuole sottolineare la conseguenza negative dei tagli statali a questi organismi, pure lasciati in vita. Un po’ come, dicono, avere un cavallo ma non i soldi per comprare la biada.

Con la presente la RSU della Comunità Montana Mugello, facendo seguito al coordinamento dei delegati delle comunità montane della funzione pubblica cgil e  ritenendo di parlare anche a nome di tutti i dipendenti dell’Ente, esprimono la loro forte preoccupazione per quanto emerge dall’applicazione dell’art. 2, comma 187, della Legge Finanziaria 2010 (L. 191/09).

Dal 1° gennaio di quest’anno è cessato il finanziamento da parte dello Stato alle Comunità Montane in virtù della volontà di apportare tagli ai costi della Pubblica Amministrazione, con la sola logica di ridurre il numero di “poltrone”.  Certo non hanno soppresso “”tout court”” le comunità montane, ma il mancato finanziamento da parte dello Stato equivale a decretarne la scomparsa, fra l’altro lenta ed agognosa: in pratica è come avere un cavallo e non disporre dei soldi per acquistare la biada!

Nella Comunità Montana Mugello verrebbero tagliate 4 poltrone: 1 presidente e 3 assessori, per un costo complessivo annuo di ca. 40.000 (lordi). Sinceramente gran poca cosa, se vogliamo parlare di costi della politica…senza prendere a paragone costi di ben più forte impatto!

E parliamo dei dipendenti della Comunità Montana Mugello: la finanziaria 2010 abolisce la copertura economica finora garantita dall’apposita voce di bilancio prevista nel fondo di cui all’art. 34 del D. Lgs. 504/92 vale a dire la copertura degli stipendi a quei dipendenti assunti in forza della L. 285 (ce ne sono 9);  inoltre ci sono 8 contratti a tempo determinato e 2 co.co.co., che ovviamente non sarebbero riconfermati alla loro scadenza.

Questo è ciò che emerge guardando solamente dentro il nostro Ente, ma sappiamo benissimo che altri enti vivono esattamente la nostra stessa situazione. Vogliamo fare di più ed alzare lo sguardo verso tutto il territorio montano sul quale oggi opera la CM Mugello.

La Comunità Montana in quanto tale equivale, principalmente, alla difesa del territorio partendo dalla montagna per scendere giù fino a valle, sostituendo o integrando sinergicamente gli sforzi che i Comuni da soli non riuscirebbero a fare per assolvere alla tutela dell’ambiente circostante e ai servizi ad esso connessi: lo dimostra il fatto che questo Ente pianifica e coordina 17 Gestioni Associate in cui funge da “capofila” il 14.

Altrettanto assurdo è fissare con un DDL i limiti altimetrici per la classificazione montana: in questo modo si vanno a favorire solo le zone dell’arco alpino escludendo la maggior parte dei territori montani e disagiati che si trovano lungo tutta la dorsale appenninica. Una volta stabilito che la Montagna è solo quella Alpina, a tutte quelle persone che vivono sugli Appennini non resta che fare le valigie e trasferirsi nelle grandi cinte metropitane….alla faccia della libertà di scelta!

Annientare in questo modo le Comunità Montane rappresenta solo un’operazione di facciata, ma Calderoli non ha idea delle ripercussioni che si avranno sul territorio e, di conseguenza, sui cittadini e sulle imprese, a partire da alcune agevolazioni di cui fruivano i Comuni montani per come erano in precedenza classificati.  L’U.N.C.E.M. (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) fa alcuni esempi dei reali rischi per le “tasche” dei cittadini, se venissero introdotti i parametri del DDL Calderoli per riclassificare i Comuni montani.  Attualmente

1) I soggetti titolari di terreni agricoli situati nelle aree di collina e montane sono esenti dall’I.C.I. e l’esenzione è applicata su tutto il territorio del Comune;

2) l’esonero dell’I.V.A. e da tutti gli obblighi documentali e contabili per i produttori agricoli che svolgono attività esclusivamente nei Comuni montani con meno di 1000 abitanti (500 negli altri Comuni);

3) altre misure, in deroga, agevolative per i Comuni montani relative alla scuola dell’obbligo (istituti comprensivi di scuola materna, elementare e secondaria di 1° grado);

4) deroghe in materia di trasporti;

5)incentivi per lo sviluppo di attività produttive: agevolazioni per l’acquisto di terreni da parte di coltivatori diretti di età fra 18 e 40 anni, residenti in Comuni montani, nonché dalle cooperative agricole che hanno sede in Comuni montani;

6) abbattimento dei contributi previdenziali dovuti dai coltivatori diretti, mezzadri, coloni e imprenditori agricoli professionali che operano nei territori montani e zone svantaggiate;

7) agevolazioni per trasferimenti di proprietà, in territori montani, a qualsiasi titolo di fondi rustici, fatti a scopo di arrotondamento o accorpamento di proprietà diretto-coltivatrici;

8) riduzione del prezzo del gasolio e del gas da riscaldamento a favore dei residenti nei comuni o frazioni dei comuni montani, nonché agevolazioni per la metanizzazione (compreso la concessione di mutui ai comuni del centro-nord per la realizzazione di nuove reti);

9) riduzione dell’aliquota I.R.A.P. a favore delle imprese operanti nei Comuni classificati montani;

10)impossibilità soprattutto per i Comuni piccoli di garantire i servizi “alla persona”, provocando disagi e conseguente spopolamento di certe aree che, ai fini ambientali, la permanenza dell’uomo dovrebbe essere maggiormente tutelata e incentivata.

In Toscana, come in altre regioni, le Comunità montane si occupano di alcune deleghe regionali in materia di bonifica, assetto del territorio e gestione del patrimonio agricolo forestale, assicurando una strategica ed efficace difesa del suolo e fungendo da “catalizzatori” con altri Enti per meglio implementare progetti e interventi. Tra questi ultimi si pensi all’importante azione di prevenzione e repressione degli incendi boschivi resa possibile anche grazie ad una conoscenza capillare del territorio su cui si opera a livello locale.   Alle Comunità Montane è, inoltre, attribuito l’esercizio delle funzioni associate in materia di S.U.A.P., gare e appalti, Protezione Civile, e-gov., catasto, ecc., secondo il principio di sussidiarietà che la legge nazionale ha stabilito per ottimizzare le azioni della Pubblica Amministrazione.

La forte preoccupazione si traduce inoltre nel fatto che la Regione Toscana sta affrontando il problema del finanziamento alle Comunità Montane per l’anno in corso, a fronte dei già pesanti tagli effettuati a livello statale, ma non ha ancora deciso la sorte per il 2011 delle 14 CM che sono rimaste a seguito del riordino avvenuto con L.R. 37/08 (secondo i parametri individuati dal DDL Calderoli ne rimarrebbero solo 2).

Con la suddetta legge, la Regione Toscana ha di fatto già dettato la propria politica in materia di Comunità montane incentivando la trasformazione di queste in Unioni Speciali di Comuni, consentendo così una certa continuità istituzionale in tutte quelle materie che ad oggi sono delegate dalla Regione Toscana alle Comunità montane. Peccato però che il nostro lavoro ad oggi non sia solo questo.

Ed inoltre, che ne sarà del personale assegnato ad oggi a questi Enti? Attualmente l’argomento non è stato ancora affrontato a livello istituzionale.

Facendosi anche portavoce delle preoccupazioni espresse da UNCEM Toscana in varie occasioni, la RSU della CM Mugello insieme alla Fp CGIL chiede che tali argomenti siano discussi apertamente su due tavoli di trattativa a livello regionale:

– Il primo tavolo che affronti tutte le tematiche in materia di personale garantendone la loro completa tutela;

– Il secondo che garantisca il mantenimento delle competenze delle Comunità Montane affinchè siano garantiti a loro volta tutti i servizi, le agevolazioni tributarie e previdenziali ai cittadini dei territori montani e la tutela del territorio in tutte le sue molteplici forme che solo le Comunità Montane hanno garantito fino ad oggi.

L’ultima riflessione che vogliamo fare è rivolta agli amministratori regionali: la qualità della vita delle persone passa anche dalla libertà di queste di poter scegliere la vita che vogliono vivere, anche in cima agli Appennini.

 La RSU della Comunità Montana Mugello

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