Un nuovo contributo dello psicologo Loris Pinzani per OK!Mugello:
Nella moderna e recentissima psicologia clinica con il termine “”complessità”” si intende la possibilità umana di andare al di là della semplice risposta alle caratteristiche ambientali. Questo significa che se durante un diverbio abbiamo un istinto aggressivo, la caratteristica della complessità ci permette di evitare la violenza ed arrivare ad una soluzione pacifica, ma apparentemente inaccessibile, a cui si giunge solo tramite il ragionamento.
Al posto della capacità riflessiva l’uomo può scegliere se utilizzare la “”semplificazione””, ovvero la risposta più diretta e semplicistica (come quella della violenza citata nell’esempio) oppure la struttura mentale che gli permetterà di reperire un comportamento alternativo a quello semplice (e primitivo) della violenza nell’esempio citato.
In sostanza possiamo definire la complessità umana come la caratteristica che permette all’individuo di avere accesso a piani di riflessione, emotivi e di affettività che sono completamente inarrivabili facendo lavorare il pensiero dando esclusivamente risposte fondamentali, che abbiamo definito “”semplici””, ovvero reagire alla rabbia con la violenza, all’angoscia con l’autoisolamento, oppure alla paura con l’aggressività.
L’essere umano ha possibilità infinitamente maggiori di quelle più facili da reperire, che non permettono di raggiungere nessuna verità che viva dentro di ognuno e che consenta di trovare soluzioni diverse da quelle immediate e dirette che difficilmente sono le migliori.
Per questo motivo ognuno è chiamato a compiere uno sforzo che consiste nel proporsi di andare al di là di quello che appare e tentare la comprensione di dove generalmente si nascondono dettagli che fanno capire gli aspetti della vita, altrimenti invisibili. Il dovere della psicologia è quello di mettere l’individuo nella condizione di accogliere i temi della propria esistenza con lo scopo di raggiungere la migliore possibilità di reagire all’ambiente in ognuna delle sue manifestazioni.
Ora, il tema della complessità va di pari passo con quello della capacità umana di comprendere la propria vita, nel senso che ci è impossibile trovare soluzioni alla nostra stessa esistenza se non abbiamo accesso agli stati d””animo più raffinati che ci consente la nostra stessa personalità.
Vene da esortare ognuno a chiedere a sé stesso una maggiore capacità riflessiva (anche così può essere tradotto il concetto di cui parliamo). Naturalmente chiedersi di riflettere non basta all’avere accesso alla parte più profonda intensa e capace di ognuno; serve ben altro; serve di avere già nella propria conformazione l’intenzione di non accontentarsi della comodità dei comportamenti più semplici da attuare.
Per questo la risposta alla rabbia deve passare ad essere dall’aggressività alla riflessione e la risposta alla non conoscenza deve mutare dalla noia alla curiosità. Ancora, la reazione alla solitudine non può essere lo sprofondare in altra angoscia, ma fare appello alle energie che ancora si possono e si sanno reperire.












