Vicchio

La mostra alla Casa di Giotto e i simboli religiosi

La mostra alla Casa di Giotto e i simboli religiosi

Di seguito pubblichiamo una lettera giunta in risposta all’articolo sulla mostra ‘Opere Nascoste’ alla Casa di Giotto. Articolo che può essere letto cliccando qui. Segue, naturalmente, la risposta del giornalista chiamato in causa.

 

Caro Aldo,

ho letto, come sempre, il tuo pezzo su ok mugello riguardo alla mostra alla casa di Giotto. Naturlamente, sono arcicontento che finalmente i pittori vicchiesi possano sperimentare questa esperienza nuova di gestione alla Casa fi Giotto e egualmente arcicontento per questa mostra che è il risultato anche di una mia ostinata proposta ormai da anni.

Quello che mi dispiace è invece che nel tuo articolo hai messo insieme cose che insieme non stanno: le opere artistiche e i simboli di una confessione religiosa, che sebbene rispettabile come lo sono tutte, non è più – come sai – religione di stato (da qui la mia, e di altri, azione di queste settimane).

Non voglio qui aprire un dibattito, su cui certamente hai le tue opinioni e diverse dalle mie; voglio solo farti notare che in quell’articolo mi è sembrato fuori luogo un accento polemico del genere, un polverone fuori luogo.

Con sincerità e rinnovata stima e amicizia
Bruno Confortini

Caro Bruno,
la mia non è stata una forma di polemica, ci mancherebbe, ho raccolto solamente le sensazioni che aleggiavano alla Casa di Giotto. Tutto qua.

Se poi dovessi pubblicare la copiosa corrispondenza ricevuta, le email, le telefonate e i colloqui che ho avuto fra Vicchio, Borgo, San Piero, Scarperia etc, etc, sulla querelle del Crocifisso a Vicchio, poichè prendessi posizione, non sarebbero bastate tre pagine e non certo benevoli, credimi; tutt’altro. Ognuno, in piena democrazia, è libero di esprimersi come crede. Ecco perché, per correttezza, le ho tutte cestinate.

Vedi lo scrivente è stato scaraventato fuori da un settimanale per aver esercitato il diritto di esprimere le mie idee. Ma sarò sempre, per tutta la vita, Aldo Giovannini.

E se in un resoconto o una recensione giornalistica esprimo il mio pensiero, come fanno tutti e nessuno dice niente, penso di averne diritto.

Amici come sempre, un caro saluto.
Aldo

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