Dalla lontana Costa D’Avorio ci giunge sul tavolo questa bella lettera di don Pasquale Poggiali; invitiamo gentilmente tutti i lettori di porre bene attenzione a questo scritto in tutte le sue sfaccettature e poi ognuno, nella sua coscienza, ne tragga le conclusioni. Buon Natale caro Don Pasquale, coraggio e avanti! (a.g.) “- Carissimi, …E’ ormai una tradizione che dura da oltre trent’anni, mandarvi, da questa terra di Missione, gli auguri di Buone Feste Natalizie e con gli auguri, anche qualche notizia da una terra che… non fa notizia! Vorrei ancora, una volta, esprimere tutta la mia gratitudine a voi, che continuate ad aiutarci a portare a vanti le opere che abbiamo iniziato. Guardando indietro dal 1980 ad oggi, ho potuto fare, con il vostro aiuto, diverse cose, che sono una testimonianza della vostra solidarietà verso la nostra gente. Lo sappiamo, i tempi che viviamo sono duri; qui da noi più che mai, dato che l’Africa dipende tantissimo dagli aiuti della Comunità Europea. Il caso della Costa d’Avorio è particolare, dato che esce da una brutta guerra civile ed ancora ogni tanto si accendono qua e là di piccoli fuochi di rivolta… La Costa d’Avorio fa parte dei Paesi più indebitati del mondo. Io sono meravigliato della pazienza di questa gente e della loro tenacità e rassegnazione davanti alle difficoltà che ogni giorno debbono affrontare. Oltre alla situazione economica si aggiunge un altro tremendo pericolo: la diffusione dell’estremismo islamico. L’africano per natura e per tradizione non è uno estremista, ma piuttosto un ecletista: prende un po’ da tutte le culture per fare la “sua filosofia”. Da alcuni anni ad oggi, vediamo che la frange estremista dell’islam prende sempre più piede. In Nigeria, non lontanissimo da qui, il Paese più popoloso dell’Africa, stanno creando un clima di terrore e di lotta contro i cristiani in genere e contro i cattolici in particolare. Non c’è domenica che non gettano delle bombe in qualche chiesa con un gran numero di morti e feriti. Lo stato del Mali, confinante con la Costa d’Avorio, è diviso in due: la gran parte del suo territorio è in mano ai fondamentalisti islamici che distruggono monumenti di un’importanza storica immensa, impongono la tremenda e barbara legge islamica:la Sciaria, dove tra il resto ammette la schiavitù, impediscono di andare a scuola alle ragazze, i diritti della donna sono ridotti a zero; l’uomo è il despota assoluto della famiglia… E il nuovo capo della villa storica di Toumbouktou ha proibito di tagliarsi la barba: “a chi si taglia la barba – ha proclamato – gli taglieremo il collo!”….Cose incredibili e inconciliabili con la nostra civiltà e cultura di origine greca-cristiana. Ai tanti mali, che ha già questa povera Africa, questo davvero, non ci voleva! …E LA MISSIONE? Diciamo che va avanti, e va avanti bene. Da quasi due anni non ho più la responsabilità di parroco, sono direttore della casa provinciale, rettore del santuario di Nostra Signora della Guardia. Mi interesso delle attività, dell’ Associazione Solidarietà Missionaria e del Progetto Ippocrate. Inoltre sto portando a vanti un progetto “ambizioso”: nella periferia della cittadina di Bonoua, la Congregazione di Don Orione ha acquistato quasi cinque ettari di terra; è una zona di sviluppo urbano. Sto portando a vanti la finizione di una chiesa di quasi un migliaio di posti, sul resto del terreno ho fatto una piantagione di palme da olio, nell’attesa che la Provvidenza di Dio ci dia i mezzi per costruire una scuola media superiore ad indirizzo industriale (I. T. I. ), da dove possono uscire dei tecnici che siano un aiuto per lo sviluppo di questo Paese. Stiamo lavorando anche per meglio strutturare il complesso del Santuario della Guardia. Vorremmo fare un centro di spiritualità per tutta la regione: c’è molto spazio, ben curato, dove dei gruppi di pellegrini, o persone sole, possono nel silenzio, a contatto con una natura spettacolare, passare dei momenti in preghiera e incontrare Dio. La Costa d’Avorio non è più, dopo 117 anni dall’arrivo dei primi missionari, una terra di prima evangelizzazione. Ora si sente la necessità di approfondire la Fede. Ecco allora il lavoro che stiamo facendo al Santuario della Guardia di Bonoua: che diventi davvero un faro per la fede, una sorgente per trovare la forza dello Spirito. Sono in fase di essere realizzate delle strutture di accoglienza. Siamo in 5 sacerdoti, incaricati per l’ accoglienza della gente….Come sapete, ho l’età, ben avanzata, della pensione, ma non mi sento, per ora, pensionato…Nè ritiro alla fine del mese la pensione, che i miei coetanei ritirano… Aspetto la Vera Pensione, quella che Gesù ha promesso ai suoi operai….Oltre queste belle notizie della Missione, ce ne sono altre che non sono buone. Spesso leggo su internet i giornali italiani. La nostra Bella Italia, sta precipitando nel baratro della recessione. Le nostre attività di solidarietà e volontariato, ne soffrono assai. Gli aiuti per la scuola, sono diminuiti in un modo incredibile. Molte persone che avevano preso l’impegno di aiutare un ragazzo a terminare il corso scolastico, non onorano più il loro impegno. Gli aiuti nuovi si contano quasi sulle dita di una mano. Che fa immensamente male al cuore, è vedere che tanti ragazzi, non potendoli più aiutare, debbono abbandonare la scuola. I più fortunati vanno a lavorare nei campi, gli altri passano la giornata sulla strada, con tutte le conseguenze…In Costa d’Avorio, tutti i servizi sono a pagamento, specie la scuola e la sanità. Chi non paga non può andare a scuola; chi non paga, non può essere curato.Una grande riconoscenza la debbo ai miei amici del Progetto Ippocrate che si danno da fare per procurare le medicine per i nostri ammalati dei villaggi più poveri e più lontani. Grazie a chi, dall’ Italia, per delle settimane viene a lavorare qui con le nostre infermiere, nell’ambito del progetto Ippocrate, rinunciando alle loro ferie… In questi ultimi mesi, degli amici ci hanno aiutato a costruire in due villaggi, due nuovi ambulatori. Il Progetto Ippocrate che serve i villaggi della foresta al sud e della savana, al nord della Costa d’Avorio, nel 2011 ha visitato e curato quasi 25.000 ammalati. Tutto questo, come gli aiuti per la scuola, come la mensa scolastica, è il dono della vostra generosità. L’economia sarà pure in crisi, ma la voglia di fare il bene non lo è! Che il Signore ve ne renda merito per il vostro sostegno, per la vostra generosità. A giorni festeggiamo anche noi la nascita di Colui che ha rivoluzionato la storia e infiamma i nostri cuori. Qui non lo festeggiamo con le luci e le ghirlande multicolori, né con le nenie natalizie; nulla di tutto questo, qui. Ma nella fede, nella preghiera, nei pellegrinaggi, nelle molte e belle confessioni. La gente vive questo tempo di Avvento, con una Fede che meraviglia pure me, sacerdote….Gesù è nato in mezzo ai poveri, tra gli umili pastori, perché per Lui “non c’era posto” nella cittadina di Betlemme. Festeggerà senz’altro con questa gente il suo compleanno, e con quelli che aiutano il loro fratello bisognoso. Vi saluto e prego il Signore che sia Lui a ricompensarvi per il vostro buon cuore e per tutto quello che avete fatto e fate per la Missione. Buona Natale e che il Signore vi ricompensi e vi benedica. (Padre Pasquale Poggiali)-“. Foto (in alto e qui sopra): Bonoua – Anno 1981. Don Pasquale Poggiali festeggia il primo anno in Costa d’Avorio. Sono passati quasi 35 anni e don Pasquale è ancora là a far del bene a tanta povera gente.













