Dal nostro collaboratore, Aldo Giovannini, riceviamo e pubblichiamo quanto segue. Una dura lettera in merito alla retrocessione della Fortis. E all’ultima partita che ha scatenato tante polemiche:
Abbiamo voluto far trascorrere qualche giorno per smaltire la rabbia, ma non possiamo esimerci nel dire senza timori reverenziali per nessuno, che è stata una giornata nefasta per il calcio toscano in generale e il calcio mugellano in particolare. Non ci sono le prove, ma quello che è accaduto a Sesto Fiorentino è veramente uno schiaffo alla morale e all’intelligenza di tanti onesti sportivi che settimanalmente seguono la loro squadra, con passione e tanta volontà.
Vincere per due a zero a otto minuti dal termine e poi perdere per tre a due, puzza lontano un miglio (la comica del guasto dell’apertura improvvisa dell’impianto d’irrigazione non la bevono nemmeno i mentecatti di Montedomini, con tutto il rispetto per quest’ultimi, poveretti). Inutile negarlo. Inutile girarci intorno.
Certo se da una parte siamo amareggiati, come soci, come sportivi, come dirigenti benemeriti da oltre 60 anni, scrivendo con incredibili sacrifici tutta la storia secolare della squadra biancoverde, dispiace, molto, sopratutto per la famiglia Dori che si era impegnata, si era attivata come non mai, con notevoli sacrifici facilmente intuibili, credendo in questo progetto, per il solo bene dello sport borghigiano.

Capisco l’amarezza, la rabbia, ne siamo consapevoli senza gettare assolutamente la croce addosso a chicchessia per sbagli ed errori; sarebbe troppo facile, ingiusto e deleterio. Dall’altro canto, la Fortis Juventus 1909 dopo 102 anni di attività agonistica, senza mai una interruzione, fra guerre, miseria, terremoti e quant’altro, il retrocedere non è la fine del mondo, ci mancherebbe; quante volte la squadra biancoverde è retrocessa (nel 1972 era addirittura in terza categoria), ritornando poi in auge, vincendo campionati bellissimi (addirittura Campione d’Italia Dilettanti nel 1996), per poi ritornare indietro, e via di questo passo fino a raggiungere e superare il Terzo Millennio; questa è la legge dello sport, anche se ripetiamo retrocedere così in modo davvero ignobile fa davvero male, dopo aver giocato, non perdendo, davanti a settemila, ripeto settemila sportivi sul leggendario terreno del “Curi” di Perugia.
Almeno resterà un indimenticabile e grato ricordo. Ecco perché oggi, secondo il mio pensiero, è una giornata nefasta per lo sport in generale e il calcio in particolare, anche se la retrocessione non deve essere un dramma e il campionato dove ospiterà i biancoverdi è pur sempre decoroso, bello, agonisticamente valido. Coraggio, e dopo 102 anni, ancora e sempre avanti. (A.G.)
Foto 1 (in alto): 2011 – La squadra biancoverde nel glorioso Romanelli
Foto 2 (qui sopra): 1909 – La squadra biancoverde nel primo campo sportivo dei Giardini Municipali












