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La famiglia Parigi a Vespignano

La famiglia Parigi a Vespignano

Il ritrovarsi, l’andare alla riscoperta delle proprie radici, rinverdire una vita vissuta nei ricordi degli anziani proprio nei luoghi dove la famiglia ha vissuto e lavorato per tanti anni, addirittura  generazioni, è un motivo che in questi ultimi tempi ha preso campo, ha preso vigore e gli esempi di nuclei famigliari che si ritrovano dopo molto tempo è ormai divenuto un luogo comune.

Nella foto: Fratelli e cugini davanti alla loro vecchia casa. Da sinistra Michele di Angiolo, Gino di Duilio, Giuseppe (A), Gina (D), Bruno (A), Luigina (D), Giovanni (D), Rita (D), Piero (A), Piera (A). In questa immagine manca purtroppo la citata Bruna figlia di Angiolo. (Foto Prisma Borgo San Lorenzo)

La famiglia Parigi non è voluta esser da meno e il mese scorso, in una bella giornata soleggiata, si sono ritrovati nella loro vecchia casa colonica detta il “parigiuccio” in uno dei lembi di terra più belli ed ameni del nostro Mugello: Vespignano, proprio dietro la Chiesa di San Martino dove la storia ci racconta che nacque Giotto e a cento metri di distanza il Beato Giovanni da Vespignano; davvero un luogo incantevole.

 

Erano oltre 130 i partecipanti a questa  bella rimpatriata, perché i …frutti di Angiolo e Duilio, figli di Michele, sono stati copiosi e nella casa atavica videro la luce ben undici figli. Sei di Angelo e cinque del fratello Duilio. Tutti felicemente sposati (purtroppo una sorella è scomparsa in giovane età), con figli, poi ancora figli dei figli, nipoti e pronipoti, insomma fra nuore, generi, cognati, cognate, cugini di primo e secondo grado, i Parigi formavano in quel di Vespignano davvero un animoso e gioioso plotone.

I Parigi, in una breve nota storico-biografica, erano contadini alle dipendenze della famiglia Cateni, grandi proprietari terrieri di quel territorio e quando la famiglia era talmente numerosa fu assegnato a due nuclei altrettante case coloniche, la prima denominata il “Parigione” e la seconda il “Parigi delle Selve”, per riconoscersi dalla vecchia casa del “Parigiuccio”.

Ci diceva l’amico Giovanni Parigi, uno dei più attivi per questa rimpatriata, che era strana la collocazione sui tre colli di Vespignano di queste tre case coloniche, quasi una analogia come per esempio le più famose Sagre di San Michele: le “Mont San Michel in Francia, la Sacra di San Michele in Val di Susa e San Michele di Sant’Angelo del Gargano. Viene citato sempre il nome Michele come si chiamava il vecchio “capoccia” di Vespignano, quel Michele sposato a Paolina Margheri e che ebbe fra gli altri, oltre ai citati Duilio e Angiolo, anche Amelia, Antonina, Assunta, Enrichetta, Marianna ed Ottavina. Dopo un buffet nella vecchia casa, la Santa Messa nella loro Chiesa di San Martino e poi tutti insieme in un noto ristorante della zona per un sontuoso convivio in mezzo ai ricordi emozionanti degli anziani e all’allegria dei giovani. Si sono dati nuovamente appuntamento per l’anno prossimo al “Parigiuccio” a Vespignano. Auguri.

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