Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera di Ferruccio Guillet:
Mi ha colpito lo strano concetto di giustizia, beninteso amministrativa, in voga presso la Giunta Comunale Sanpierina. Quella ormai smobilitata e quella in carica da qualche mese. Ebbene ecco i fatti. Ne citerò tre. Il primo riguarda la mancata escussione di una fidejussione, cioè una cauzione di garanzia, dovuta per la rescissione di una convenzione. Trattasi di un contratto pubblico, attivato per la gestione della abulica “area delle feste”. Il soggetto individuato a suo tempo, per promuoverne l’utilizzo, è stato dichiarato inadempiente. Di conseguenza, le casse comunali avrebbero dovuto introitare diecimila euro. Al momento non è stata promossa alcuna azione legale verso quel soggetto. Eppure, all’epoca del provvedimento di rescissione del contratto, il primo cittadino allora in carica, in un Consiglio Comunale, ebbe a tessere le lodi del comportamento lungimirante dell’Amministrazione per aver prevista la clausola di escussione della cauzione, a tutela, fu detto, degli interessi della cittadinanza.
Continuo. Il secondo, di questi fatti, è relativo al furto ed al danneggiamento occorsi a dei beni di proprietà comunale, nell’immobile, abbandonato, dell’ex scuola materna, nella frazione di Tagliaferro. In questo caso, con tanto di deliberazione della Giunta Comunale, è stata decisa la non costituzione a parte civile, dell’Ente Pubblico, nei confronti dei rei, peraltro già arrestati dalle Forze dell’Ordine, responsabili del furto e dell’atto vandalico. Ed ora, concludo, con il terzo di questi fatti. Ed è quello più datato, antico. Risale all’autunno del 2005. Un lunedì mattina, presso il parcheggio non delimitato, anzi indefinito, una sorta di resede, contiguo all’area ferroviaria della stazione, l’istituzione di un divieto di sosta temporaneo costrinse all’infrazione oltre trenta lavoratori pendolari. Fioccarono legittime le multe. Qualcuno di quei trasgressori, ritenendo di aver subito un torto, fece ricorso presso l’Autorità competente. Uno di loro ebbe l’annullamento della sanzione da parte del Giudice di Pace. A differenza dei due fatti precedenti, in questo caso, sibbene per una contravvenzione, l’Amministrazione Comunale ha deciso di dar luogo al ricorso, impugnando la sentenza di primo grado. Che dire. Quantomeno sorprende l’evidente disparità di trattamento. Poco o niente si fa per recuperare diecimila euro, dovuti per l’area feste, così come, altrettanto niente si fa contro i furti ed i danneggiamenti del patrimonio pubblico. Una condotta discutibile, sia pur corroborata dalla legittimità delle azioni, mancate ed intraprese. Insomma, una doppiezza di trattamento che contrappone lo spirito evangelico del perdono all’accanimento inusuale nei confronti di un cittadino. Dunque circostanze pesate con una bilancia molto personalizzata : quella di Brenno.





