Continuano con grande successo le conferenze “in loco” denominate “La Bellezza la Fede” organizzate dalla Parrocchia di Borgo San Lorenzo per andare alla riscoperta dell’Arte Sacra in Mugello. Dopo la stessa Pieve di San Lorenzo, l’Oratorio di Sant’Omobono, la Chiesa di San Francesco, il Santuario del SS. Crocifisso, la Chiesa di Santa Maria a Olmi, San Giovanni Maggiore ed altre realtà che non ricordiamo, questa volta la strada porta verso l’antichissima Pieve di Santa Felicita a Faltona, uno degli edifici romanici forse più vetusti della mugellana vallata.

L’appuntamento è per domenica prossima 28 aprile con ritrovo davanti alla pieve stessa alle ore 15 e 30. La visita guidata sarà, come sempre, tenuta dal Prof. Marco Pinelli, storico dell’arte e ci saranno alcuni intermezzi musicali della scuola di organo della Pieve di Borgo San Lorenzo diretta dalla Prof. Marilisa Cantini Baluganti. Senza entrare nel merito storico ed artistico (Pinelli in questo è bravissimo), coloro che entreranno nella Pieve di Faltona non vedranno più il monumentale organo “Stefanini 1696” che era collocato nella controfacciata poiché, come è noto, dopo un lungo lavoro, davvero certosino e meticoloso, di smontamento sia per la parte lignea che per la parte fonica, è stato tolto ed inviato a due aziende specializzate di Firenze e Prato per essere completamente recuperato e restaurato. È questa davvero un’ impresa titanica soprattutto finanziariamente, visto che questo preziosissimo strumento barocco è stato tolto da una Pieve romanica in completo abbandono, dopo 150 anni dal suo primitivo collocamento! Tuttavia mi si dice che gli esperti ssiano rimasti stupefatti dalla bellezza, dalla coloritura in oro zecchino, dell’arte dell’intaglio; non per nulla, infatti, i francesi tentarono inutilmente di portare via questo prezioso strumento dalla Badia Fiesolana nel 1808 (non erano certo gli ultimi arrivati per riconoscere il valore dell’opere d’arte!!) ma data la grossa mole lo abbandonandolo nei campi di fra Mulinaccio e Vaglia. Se questa impresa, come abbiamo sopra scritto, andrà in porto e lo “Stefanini 1696” verrà collocato come previsto nel Santuario del SS. Crocifisso, sarà una grande pagina per la storia e per l’arte musicale del Mugello. (A.G.)











