Barberino di Mugello

Jobs Act e crisi Tecnol. Rifondazione comunista e la battaglia per il lavoro

Le proposte di Rifondazione contro il rischio idrogeologico.

In vista dello sciopero generale del 12 dicembre non si fermano le iniziative del circolo e del gruppo consiliare di Rifondazione Comunista a Barberino. Ecco la nota che riceviamo e pubblichiamo.

Giovedì scorso è stato discusso in Consiglio Comunale un nostro documento di condanna verso il provvedimento che il governo Renzi sta cercando di approvare a colpi di fiducia e decreti in Parlamento, in barba ad ogni logica democratica.

Nonostante il nostro ordine del giorno sia stato respinto, la discussione è stata costruttiva e l’astensione finale di quasi metà del gruppo di maggioranza e delle altre opposizioni dimostra come la fiducia incondizionata verso le politiche di contrazione dei diritti del Governo Renzi stia iniziando a scricchiolare. E’ proprio per questo che ci sembra importante intensificare la mobilitazione in questi giorni che ci separano dallo sciopero, a fianco della CGIL e di tutti i lavoratori, ed è quello che faremo.

Sempre sul fronte del lavoro poi, vogliamo esprimere la nostra forte solidarietà ai lavoratori della Tecnol, che salvo sorprese si ritroveranno licenziati e senza ammortizzatori sociali, dopo anni di crisi e di errori gestionali. Non si tratta infatti di un’azienda de-localizzata o di crisi del settore.

Il Tribunale di Bologna che cura il fallimento, l’azienda che doveva acquistare e rilanciare la fabbrica e le Istituzioni si rimpallano le responsabilità, ma intanto nello stabilimento è stato persino rubato il rame dagli impianti. Dichiariamo sin da ora il nostro appoggio incondizionato ad ogni azione che i lavoratori decideranno di mettere in campo, ed auspichiamo che soprattutto, qualora la situazione cambiasse sul fronte del nuovo acquirente, non si giochi al ribasso sulla pelle dei lavoratori. 

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