I consiglieri metropolitani del centro-destra e del gruppo Civici per il Cambiamento hanno espresso una presa di posizione a sostegno del popolo iraniano, manifestando solidarietà nei confronti di una società che da anni vive sotto un regime teocratico accusato di negare libertà fondamentali, diritti civili e dignità umana. Alessandro Scipioni, Claudio Gemelli, Gianni Vinattieri e Vittorio Picchianti hanno ribadito il proprio appoggio a quanti, in Iran, rivendicano libertà, giustizia e autodeterminazione, condannando in modo netto le forme di repressione esercitate dal potere centrale.
Secondo i consiglieri, la violenza utilizzata dalle autorità iraniane per soffocare il dissenso rappresenta un grave attacco a ogni aspirazione democratica e costituisce una violazione sistematica dei diritti umani. La repressione delle proteste e delle manifestazioni pacifiche viene descritta come l’espressione di una teocrazia che ricorre al terrore per mantenere il controllo politico e sociale, impedendo qualsiasi forma di confronto o riforma.
Nel loro intervento, i rappresentanti del centro-destra e dei Civici per il Cambiamento hanno inoltre sottolineato come la crisi iraniana abbia radici profonde e strutturali. Alla base della situazione attuale vi sarebbe una grave crisi economica e sociale, aggravata da una classe dirigente ideologizzata che, a loro giudizio, antepone la dottrina alla tutela della vita e dei diritti delle persone. Le richieste che emergono dalla società iraniana vengono interpretate non solo come rivendicazioni di carattere economico, ma soprattutto come una domanda diffusa di riforme, libertà individuali e riconoscimento di diritti universali.
I consiglieri hanno infine evidenziato come la situazione in Iran non possa essere considerata una questione esclusivamente interna, ma debba essere affrontata come un tema di rilevanza internazionale. La difesa della libertà e l’opposizione a ogni forma di regime liberticida vengono indicate come un dovere morale e politico della comunità internazionale, che non dovrebbe rimanere indifferente di fronte a chi lotta pacificamente per un futuro democratico e rispettoso dei diritti fondamentali.












