Come avevamo ampiamente scritto la settimana scorsa sui nostri social, inserendo i nomi di tutti gli autori, domenica scorsa 29 marzo 2026, festività delle Palme, è stata inaugurata a Latera, in comune di Barberino di Mugello, una significativa “Via Crucis” che è stata realizzata da 14 artisti mugellani, alcuni facenti parte dell’Associazione “Dalle terre di Giotto e dell’Angelico”, capitanati dal caro amico Fabrizio Maiorelli, che ha avuto la gentilezza e l’accortezza di portarci a conoscenza di questa iniziativa.
Oltre alle autorità religiose (don Stefano Ulivi, pievano), civili e amministrative (assessore alla cultura Anna Nuti) e militari (Luogotenente dei Carabinieri Francesco Fiore), con in testa il promotore Giacomo Tatti, mi si dice che erano convenute molte persone che hanno seguito, nel chilometro e mezzo del percorso, con particolare attenzione e devozione l’evolversi di questa cerimonia davvero gratificante.
Un plauso a tutti questi amici ed a coloro che hanno generosamente contribuito.
Da Latera (Barberino) ci spostiamo a Rupecanina (Vicchio), dove sempre domenica delle Palme il gruppo tabernacoli di Vicchio di Mugello ha inaugurato il restauro del Tabernacolo dedicato al Beato Angelico, posto all’ingresso della frazione di San Martino a Rupecanina.
Anche in questa occasione molte persone hanno partecipato a questa semplice cerimonia; presenti, fra gli altri, il sindaco Francesco Tagliaferri, il maresciallo Michele Marco Cappella, comandante la Stazione dei Carabinieri di Vicchio di Mugello, mentre il pievano don Maurizio Pieri ha provveduto a benedire questa antica testimonianza di fede popolare.
Anche in questo frangente mi si dice che questo gruppo di amici è nato con lo scopo di restaurare i tabernacoli presenti sul territorio. Che dire! Bravi.
Dato che siamo in tema di Via Crucis e vecchi tabernacoli, vogliamo ricordare che nel 1926, in occasione del 700° anniversario della morte di San Francesco (quest’anno ricorre l’800° anniversario!), fu realizzata dal T.O.F. (Terzo Ordine Francescano) una bellissima Via Crucis che dalla località dell’attuale Soterna (Via Padre Massimo da Porretta) saliva dalla stradina poderale giungendo sulla collinetta del convento dei Cappuccini a San Carlo.
Nel 1996, quasi tutte le 15 croci, raffiguranti la storia della crocifissione di Gesù Cristo, realizzate dalle Manifatture Chini (il prof. Chino Chini era terziario francescano), nel tentativo di asportare la ceramica chiniana furono gettate a terra. Purtroppo non sono state più rimesse.
Fortunatamente nel nostro archivio abbiamo le foto d’epoca delle quindici stazioni di questa Via Crucis. Almeno resta un ricordo e una testimonianza visiva.

Il tabernacolo di Ampinana restaurato

Una delle Croci della Via Crucis di San Carlo.
Il lungo corteo all’inaugurazione della nuova Via Crucis a Latera 










