Nel ventesimo anniversario dell’atto dinamitardo del 1993, (anche il nostro Sito Web OK!Mugello, ricorda questo attentato che causò diverse vittime innocenti), la prossima domenica 26 e lunedi 27 maggio 2013, l’Accademia dei Georgofili invita alla variegate manifestazioni nel ricordo di questa tragica data che sconvolse Firenze, tutta la Toscana e l’Italia. Prima del programma vogliamo ricordare che da domenica 26 alla sera di lunedi 27, tutto l’addobbo floreale in via dei Georgofili, angolo via Lamberteschi, sarà realizzato ed a cura dalla Società Toscana di Orticultura ( fondato in seno ai Georgofili il 24 marzo 1854), grazie al contributo delle aziende Rose Barni di Pistoia, Garden Le Lune di Firenze e Magi Natura in Forma sempre di Firenze su progetto dello Studio Bellesi Giuntoli.
Quindi lunedi 27 maggio m2013, alle ore 9 nella Chiesa di San Carlo in via dè Calzxolai, Santa Messa in suffragio delle vittime; alle ore 10,15 nella Sede Accademica, Mostra di documentazione storica, esposizione dei disegni e degli acquerelli di Luciano Guarnieri (27 maggio 1993), proiezione dei filmati. Dalle ore 15 sempre nella Sede Accademica, visita delle Mostre inaugurate al mattino e proiezione dei filmati.
Ore 21 incontro pubblico con i Volontari della Associazione Vab della Toscana; proiezione del filmato documentario sull’atto dinamitardo e sulla ricostruzione dell’Accademia. Alle ore 18,30 visita del Rotary Cluy Mugello.
Le esposizioni resteranno aperte al pubblico fino a venerdi 19 luglio 2013 con ingresso libero. per i lettori che non ricordano questo evento ecco un tratto storico di quella strage tratta dalla rivista “Per non dimenticare”:


“ – Il 27 maggio 1993, pochi minuti dopo l’una del mattino, a Firenze, in via dei Georgofili, si verificò una terribile esplosione, che sconvolse il centro storico della cittĂ .
L’esplosione distrusse la Torre dei Pulci, sede dell’Accademia dei Georgofili. Sotto le sue macerie morirono la custode dell’Accademia, Angelamaria Fiume in Nencioni, e i componenti della sua famiglia.
Si incendiò inoltre un edificio di via dei Georgofili e tra le fiamme morì Dario Capolicchio. Trentotto persone rimasero ferite. Subirono gravi danni numerosi edifici della zona, la Chiesa di S. Stefano e Cecilia e il complesso artistico monumentale della Galleria degli Uffizi. Dipinti di grande valore furono distrutti mentre il 25% delle opere presenti in Galleria subì danni.
A determinare l’esplosione fu una miscela ad alto potenziale collocata all’interno di una vettura.Â
I processi hanno accertato che i mandanti e gli autori materiali della strage erano esponenti della mafia e che ad ispirarla era stata l’avvenuta formale deliberazione di «una sorta di stato di guerra contro l’Italia» da attuarsi utilizzando una precisa strategia di tipo terroristico ed eversivo, che andava oltre i consueti metodi e le consuete finalitĂ delle varie forme di criminalitĂ organizzata.
Fu in questa ottica e seguendo le medesime modalitĂ esecutive, che la mafia fece seguire alla strage di via dei Georgofili, quella al Padiglione di Arte Contemporanea di via Palestro a Milano, il 27 luglio 1993, e, il giorno successivo, 28 luglio, a distanza di cinque minuti tra loro, gli attentati ai danni della Basilica di San Giovanni e della chiesa di San Giorgio a Velabro a Roma.
 A differenza della strage di via dei Georgofili e di quella di via Palestro, questi ultimi due attentati non provocarono morti, ma il ferimento di oltre venti persone e il danneggiamento di edifici e luoghi di culto- “.
Tutti gli interessati sono gentilmente invitati a presenziare alle cerimonie sopra descritte.
Nella foto qui sopra, un’immagine della strada dove avvenne la strage il 27 maggio 1993.
Ancora una immagine dall’alto con gli edifici squarciati.












