Borgo San Lorenzo

Il sogno di Giotto. Ultima (ma non troppo) replica

Il sogno di Giotto. Ultima (ma non troppo) replica

Cortile di Villa Pecori, Borgo, 26 settembre. Sesta e ultima (ma non troppo) replica per Il sogno di Giotto. Ancora una volta, pienone. Ancora una volta, applausi scroscianti prima, durante e dopo lo spettacolo messo in scena da Marco Paoli tratto da un soggetto di Tebaldo Lorini. Unico imprevisto la temperatura un po’ autunnale, sicché gli spettatori avrebbero certo preferito che il fuoco sulla scena fosse stato vero! Ma da parte di chi lavora a Villa Pecori c’è stata una collaborazione preziosa, lodata pubblicamente da Marco Paoli. E tutti si sono divertiti davvero, gli spettatori ad assistere e gli attori a recitare (fatto questo importantissimo). Rielenchiamoli, tutti bravi come sempre: lo stesso Marco Paoli (Giotto), Gabriella Vallini (una Ciuta mondainesca ma toscana ed eccellente cantante), Tommaso Nazzi (Puccio), Matteo Berretti (Bondone), Alessandro Petrocelli (Cimabue), Matteo Lucii (Dante), Massimiliano Boretti (un San Francesco molto, molto più reale di quello sempre fresco di shampoo nell’agghiacciante fiction della Cavani!) e un segoviano Niccolò Chiaramonti alla chitarra. Dello spettacolo si è parlato ampiamente anche su questa testata, e non vorrei ripetere quanto altri hanno già scritto, magari molto meglio. Merita però ricordare che quella di Villa Pecori è stata sì l’ultima replica, ma – tutti l’hanno capito – solo per adesso, e in più la compagnia si sta attivando sul progetto di alcune rappresentazioni da tenersi a Firenze in lingua straniera coi sottotitoli. Chi scrive si permette tuttavia di suggerire un’ulteriore destinazione per lo spettacolo: le scuole. In particolare le secondarie. Le seconde medie, per intendersi. Una quantità di concetti, storici e non, fluiscono rapidi e leggeri durante la rappresentazione, il che li renderebbe assimilabili dai ragazzi con straordinaria facilità. In meno di due ore Il sogno di Giotto offrirebbe loro materiale di lavoro, studio e riflessioni per mesi.

Paolo Marini

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