Dalla Pro Loco di Scarperia riceviamo e pubblichiamo quanto segue:
Il progetto BandAut. Una produzione de “LeBelleIdee” di Scarperia, dell’associazione Culturale Arzach. Nel solco della grande trama di pensiero, musica e bellezza intessuta da Fabrizio De Andrè e nello spirito di un sincero ed affezionato rispetto della sua opera, il progetto BandAut si presenta, con orgoglio, come una originale ricerca e rispettosa rilettura del lavoro del nostro amato Faber.
I punti di riferimento per la nostra ricerca sono le influenze africane ed “islamiche”, le arie jazz e blues che in certi momenti arrivano alla superficie della produzione di De Andrè, come soffi leggeri di vento. L’opera di riferimento a cui ci siamo rivolti è “Creuza de Mà”, perchè è qui più che altrove che questi elementi compaiono, ma la ricerca è andata anche oltre, come testimonia il repertorio preparato da Maurizio Bargoni, l’anima del progetto, che è riuscito a coordinare ed armonizzare sette muscisti con esperienze e storie di verse fra loro: un lavoro lungo e paziente, denso di sacrificio, di costruzione e di prove, lontano da un certo atteggiamento “replicante” ed acritico di molte, troppe esperienze che si richiamano a Faber, che avrà il suo primo incontro con il pubblico.
Venerdì 14 maggio 2010 alle 21.30, alla sala Garibaldi di Scarperia, sarà la prima produzione artistica autonoma de “LeBelleIdee”, promossa dall’Associazione Culturale Arzach che gestisce a Scarperia lo spazio di cinema, teatro e musica da otto anni: un risultato che ci conforta e spinge a nuovi grandi impegni.
BandAut è: Maurizio Bargoni coordinatore del progetto, chitarre, slide, voce; Franco Milani banjo, voce; Leonardo Baggiani contrabbasso; Alessandro Suggelli percussioni; Roberto Ciolli violino; Betty Cardelli flauto; Luigi Gerise tastiere. Come ogni buon progetto, per la sua realizzazione hanno contribuito costruttori con capacità diverse: Marco Bogani, il tessitore dei progetti de “LeBelleIdee”, produttore ed ispiratore; Fabio Innocenti, suggeritore e sicuro punto di riferimento grazie alla conoscenza delle corde più intime dell’opera di De Andrè, sponda di amicizia e di saperi.












