Mugello

Il ‘Passatore’ visto da Antonella. Dilettante che ha fatto l’impresa…

Parte la sesta edizione del Premio online Dino Campana

  La storia di una persona “normale” (anche se buon sangue sportivo non mente). Un Appassionante racconto dell’esperienza alla 41esima edizione del Passatore, che tenta l’avventura. Una sfida, la cento km con se stessi (chi non ha provato difficilmente può capire). Un escursus dell’avventura raccontato da Antonella Bundu arrivata a Faenza 1354a con il tempo di 17h38’56” alla media di 10’35” al km – che comunque a mio avviso ha vinto.

Perchè buon sangue sportivo non mente ? Antonella è sorella di Leonard Bundu (Campione Europeo EBU dei pesi welter dal 2011, a seguito di un match contro Daniele Petrucci. Successivamente ha difeso per quattro volte il titolo. Per Leonard sono aperte le porte per il titolo mondiale, da disputarsi negli Stati Uniti). Antonella vive a Firenze, che è la sua città, la sua vita.

 ““Il Passatore” … era da un anno che mi preparavo per questa gara, purtroppo più mentalmente che fisicamente. Siamo partiti accompagnati da un concerto di tuoni con fulmini e pioggia che ha ci lasciati solo a 5 km dall’arrivo a Faenza. Non sono un corridore ma una camminatrice, mi ero promessa di non strafare, di non partire dando il massimo per poi rimanere senza banane. Invece mi sono adeguata alla folla e con loro ho corso fino ai piedi di Fiesole. Mi ci sono voluti altri 5 km per riprendere il fiato. Da subito ho cominciato ad avere crampi, scoprendo muscoli nascosti … “

“È andato tutto liscio fino a Borgo San Lorenzo, poi mi ha colto la paura a Ronta che introduce la salita ripida fino al Passo della Colla. Ero terrorizzata a rifare quel tratto già percorso in allenamento pochi mesi prima, presa dallo sconforto ho cominciato a salire dando il massimo, è stato il tratto più veloce che ho fatto e, molto prima di quanto non mi aspettassi, avevo scollinato …”

“La seconda tappa che mi preoccupava era arrivare a Marradi e poi Brisighella – penso siano i comuni più estesi d’Italia, anzi del mondo intero, vedi il cartello che indica il nome del paese, ma prima di arrivarci devi camminare/correre per ben 3 ore!”

“In tutto questo la notte è passata veloce, accompagnandoci con le macchine che facevano da assistenza ai bordi della strada, con i punti di ristoro forniti di té caldo, brodo, pane e marmellata, acqua, caffè e altri ben di dio (anche il brodo con il dado sembrava una vera prelibatezza). La pioggia incessante e il freddo “boia” mi hanno costretta a cambiarmi scarpe (scelta sbagliata) e indumenti, rischiando di non ripartire dopo le pause che ti raffreddavano i muscoli, causando dei dolori quasi insopportabili.”

“All’arrivo a Brisighella, a soli 12km da Faenza, il dolore comincia a sparire e, negli ultimi due interminabili chilometri, ho ritrovato la forza di correre e superare gli atleti davanti a me per toccare la pedana d’arrivo prima di loro. Tutto questo sarebbe stato quasi impossibile senza l’aiuto del mio compagno di cammino Benjamin e i miei compagni di assistenza Silvia e Raffaele”

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