Ecco quanto riceviamo e pubblichiamo dal mugellano Comitato Difesa della legge 194 in merito alle ultime vicende che hanno visto protagoniste le donne spagnole:
Viste le ultime notizie riguardo alla possibilità di scelta delle donne in campo di maternità cosciente e responsabile nella vicina Spagna, come coodinamento difesa 194 riteniamo doveroso dichiarare la nostra unione alla lotta delle donne Spagnole.
Il pensare di ammettere l’interruzione volontaria di gravidanza soltanto nei casi di rischio di vita della donna, di gravidanza in seguito a violenza o di impossibilità del nascituro di vivere autonomamente a causa di gravi malformazioni, nonché l’obbligo delle minori di 16 anni all’autorizzazione dei genitori per poter ricorrere all’aborto, rischia come ben sappiamo di alimentare il mercato degli aborti clandestini, con forte rischio per la salute della donna stessa.
Anche in Italia l’applicazione della L. 194, a causa del progressivo aumento dell’obiezione di coscienza da parte del personale sanitario, incontra grosse difficoltà favorendo il ritorno all’aborto clandestino.
Sta crescendo poi in tutta Europa ad opera dei vari Movimenti per la vita, una campagna contro l’autodeterminazione delle donne rispetto ad una maternità cosciente e responsabile. È inaccettabile che scelte puramente confessionali condizionino la vita di tutto il popolo europeo.
Ne è evidente conseguenza la bocciatura nel Parlamento Europeo, della proposta di risoluzione della parlamentare portoghese Estrela, a sostegno dei diritti delle donne e delle persone, affinché gli stati membri dell’Unione sviluppassero una legislazione che permettesse ad ogni persona di vivere liberamente la propria sessualità e maternità, potendo scegliere di interrompere una gravidanza non desiderata senza rischi per la vita e per la salute.
Ricordiamo poi, che la diminuzione di accessibilità all’interruzione volontaria di gravidanza rischia di creare un’ulteriore divisione di classe in tutta europa.
Chi potrà ricorrerà ad un’ivg in una clinica privata, o in un ospedale degli stati membri dove ciò è concesso; chi non potrà permetterselo, dovrà ricorrere all’aborto clandestino con gravi rischi per la vita e per la salute.
Siamo molto preoccupate e riteniamo che occorra intervenire tutte unite con una forte mobilitazione a livello europeo contro una politica che non tutela la salute delle donne












