Borgo San Lorenzo

Il Mugello che non ti aspetti. Marco, borghigiano di origini, alla caccia di antimateria nella Radiazione Cosmica..

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Un mugellano, ricercatore di fisica nucleare, a caccia di antimateria, di galassie e di antigalassie. Si tratta del professor Marco Incagli, ricercatore presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Incagli oggi abita in provincia di Livorno (Cecina); ma suo babbo è Borghigiano e la sua famiglia ha solide radici in Mugello. E proprio in occasione di una sua recente visita nella sua terra di origine, abbiamo potuto realizzare questa intervista:

Professore, di cosa si occupa adesso?

 

“Negli anni passati – risponde – sono stato ricercatore presso il laboratorio Fermilab di Chicago (dove esiste un acceleratore di particelle simile a quello del Cern, al confine Franco-Svizzero, presso Ginevra). E oggi mi  dedico alla Fisica delle Particelle elementari e allo studio della Radiazione Cosmica alla ricerca di particelle elementari naturali, create dall’esplosione di Supernove”.

Qual è la finalità della ricerca?

“Quella di cercare antimateria o materia oscura. Per questo utilizziamo uno Spettrometro Magnetico di Particelle Alfa (Ams) per cercare nella radiazione cosmica tracce di antielio”

Ci spiega di cosa si tratta quando parliamo di antimateria?

Si tratta di un agglomerato di antiparticelle, corrispondenti alle particelle ordinarie, solo con carica opposta. Dal punto di vista teorico, materia e antimateria possono esistere allo stesso modo. Ci chiediamo però come mai invece l’antimateria non si osservi”.

Dove si trova adesso il vostro Spettrometro?

E’ stato inviato sulla Stazione Spaziale per poter studiare la radiazione cosmica. E noi, da Terra, elaboriamo i dati che ci invia. Un primo prototipo aveva già volato sulle Shuttle nel 1998; occasione nella quale io stesso sono stato a Cape Canaveral a seguire le operazioni di lancio. Oggi, tramite l’osservazione della Radiazione Cosmica, cerchiamo tracce di antielio. Se esistono le galassie potrebbero esistere anche le antigalassie che, nel caso, si troverebbero però a decine di milioni di anni luce da noi”.

L’antimateria è stata creata artificialmente?

Si, in piccolissime quantità. Perché è di difficile conservazione. Infatti appena entra in contatto con la materia esplode creando una grossa quantità di energia. E allora bisogna tenerla isolata da campi magnetici”.

Si potrebbe sfruttare questa sua proprietà per produrre energia?

“In teoria sì; e sarebbe una fonte quasi inesauribile; ma dobbiamo fare ancora molti passi dal punto di vista tecnologico”….

Un’altra eccellenza mugellana, insomma. Un altro cervello, figlio di questa terra, che porta alto in nome del nostro Mugello nella ricerca scientifica. E OK!Mugello è lieto di dare spazio a tutto questo.

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