Palazzuolo sul senio

Il Mugello ai tempi del Colera. I Parrochi (parroci)

Il Mugello ai tempi del Colera. I Parrochi (parroci)

Continua la pubblicazione su OK!Mugello dei capitoli di “Cholera del 1855  a Palazzuolo di DON PIETRO DEL BENE GIANNOTTI” tratti da un manoscritto del Dr. Mauro Macchi. Pubblicazione curata dal nostro lettore Luigi Fabbri.

Al comparire della pestilenza furono questi i primi che ne tremarono (-a-) (e alla prova diedero a vedere quali fossero i buoni e quali i mercenari): indi incoraggiatisi prestarono, i più il servigio loro con quella maggior carità e coraggio che seppero e poterono.

Primo a presentarsi con la massima carità e con saldo coraggio fu il pievano Domenico Zavagli. Sorpreso il popolo suo per primo e trovatosi privo di medici, di assistenti, di aiuti, si affidò a se solo e datosi tosto a conoscere per mezzo di libri e di carteggi col medico qual cura potesse adattarsi ai primi indizi e quale al morbo dispiegato (-b-) (giunse a saperne tanto per quanto era necessario operare), si affaticò di istruire tutti i suoi popolani, prescrisse loro il regime igienico, ordinò loro che al più piccolo sconcerto di corpo corressero ad avvertirlo.

Il popolo e per timore e per stima correva, egli si prestava tosto e osservato il caso, prescriveva il rimedio, la cura.

Il popolo era spaventato dal contagio per cui si rifiutava di assistere i caduti: i fratelli, i figli, le mogli fuggivano lasciando solo l’infermo con lui; egli coraggioso rincorreva i fuggenti, gli riduceva all’assistenza e prima, rovesciatosi le manopole del soprabito cominciava a far preparazioni per opporsi allo stato algido del choleroso; senza nissun riguardo egli lo maneggiava, palpava i cholerosi come i sani, era spruzzato dal loro vomito, respirava il loro frigido alito, e con questo esempio corresse le paure e i timori dei popolani.

Quando mancavano assistenti fra quelli della famiglia, egli ne ricercava degli estranei e del proprio li pagava tre paoli al giorno; se mancavano di vitto egli, disinteressato, mandava alla Pieve e provvedeva la casa dell’infermo di pane, carne, vino, riso; se la biancheria, spediva a prenderla alla Pieve; assistito un infermo, correva da un’altro ed ogni giorno visitava quasi tutte le famiglie del suo popolo, sorvegliando i sani, curando gli infermi, assistendo i convalescenti; al suo cavallo per una ventina di giorni non tolse mai la sella.

Il morbo micidiale visitò, ad una ad una tutte le case del suo popolo, meno quelle delle guardie di dogana, la Pieve, il Castagno: ma egli indefesso tutti soccorse, tutti assistè. Questo raro esempio di carità e di coraggio oltreché dovè ripeterlo dalla religione dovè anche rallegrarsi con la madre natura per avergli conceduto e formatolo di un temperamento bilioso, coi quali due elementi egli potè fare tutto quello che volle e formarsi una rinomanza che gli sopravviverà al di là della tomba.

I due parrochi a lui prossimi, Badia e Rocca, al contatto di questo eroico apostolo, prestarono, per quanto poterono l’assistenza e l’operato loro; a misura però che i parrochi si allontanavano da questo campione modello, la carità diminuiva e nelle coste di Lozzole e della Casetta era sparita. Il parroco di Visano si disse infermo e costrinse i suoi infermi a rifugiarsi al Lazzaretto. Lozzole si rifiutava di assisterli, gli altri non passavano la soglia della camera per ascoltarne la confessione, meno che in qualche caso raro, qualcuno si portò fino al letto del paziente con fretta ritirandosi, odorando canfora, aceto aglio e tremando dalla paura (-x-) (ed alcuni più tristi vi furono che per avere una scusa per abbandonare i poveri attaccati, ponevano tutte loro cure a preparare la S. Comunione, la quale fatta con uno studiato e calcolato perditempo, tra il tornare, tra l’andare e il ritornare e il riandare accadeva bene spesso che il misero choleroso chiudesse i lumi al giorno, senza Sacramenti, senza conforti, senza assistenza. In tanta ventura dovevamo rattristarci anche per questo iniquo procedere di alcuni del Clero, veri Giuda Iscariota, in Maschere di Parrochi.)

N.B.: Lo scritto fra parentesi, contrassegnato (a), (b), è ricavato da aggiunte al manoscritto.

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