Mentre l’attesa degli appassionati che vogliono sentire la voce dell’Organo Stefanini si fa sempre più trepidante a misura che questo sta prendendo forma sulla controfacciata della Chiesa del SS. Crocifisso, sabato 8 agosto ’15 si è potuto ascoltare, nell’Oratorio di S. Omobono, il fratello minore. Si tratta di un organo che si trovava in un locale della Parrocchia, realizzato da Aloisio e Benedetto Tronci a Pistoia nel 1778. Non è stato troppo complicato trasportarlo sulla cantoria dell’oratorio. Il Tronci è infatti un organo positivo, non (necessariamente) nel senso che induce all’ottimismo, ma nel senso che, data la sua compattezza, si poteva e si può spostarlo e posarlo con relativa facilità. Si distingue dall’organo portativo che invece veniva per lo più tenuto a tracolla dall’esecutore. Un organo positivo poteva essere collocato in un qualche parco di villa in occasione di feste danzanti e fungeva in pratica da juke-box. O, se preferite, l’organista fungeva da deejay. Il concetto è stato chiarito da Marilisa Cantini, introdotta dal Piovano Don Maurizio Tagliaferri. Era necessario per far comprendere l’eterogeneità del programma di musiche da lei poi mirabilmente eseguite. Da un organo ci si aspettano, per abitudine, musiche sacre, e infatti Marilisa ci ha regalato tra l’altro delle splendide carole medievali del ‘300 (Angelus ad Virginem) e una Messa tratta dai Manoscritti di Castell’Arquato (Piacenza), risalenti al XVI secolo. Ma dagli stessi Manoscritti ha tratto anche una serie di inattese, ritmatissime danze antiche, rigorosamente profane. In tal modo ha saputo mostrarci tutte le straordinarie potenzialità di questo piccolo grande organo che non sfigurerà neanche davanti allo Stefanini una volta che ne sarà terminato il restauro. Anzi. “La presenza di questi due strumenti” mi ha detto Marilisa “potrà fare di Borgo San Lorenzo un punto di riferimento per lo studio della musica d’organo, al pari di località come Arezzo, Bologna, Parma, dove in passato mi sono recata per approfondimenti e perfezionamenti.” Il pubblico è stato numeroso e, malgrado il caldo torrido della serata, nessuno ha voluto abbandonare e alla fine Marilisa ha raccolto un lunghissimo applauso.
Paolo Marini












