Scarperia e San Piero

Il famigerato binario 3 a San Piero a Sieve

Il famigerato binario 3 a San Piero a Sieve

Era un caldo torrido lunedi 20 luglio 2015 sul far della serata, quando ci siamo ritrovati alla stazione ferroviaria di San Piero a Sieve, accanto ad alcuni amministratori mugellani, assessori, consiglieri comunali e regionali e colleghi della stampa, per la famosa “querelle”  del famigerato “binario 3” che doveva  – proprio lunedi 20 luglio u..s. –  esser tolto dal suo naturale …binario ferroviario.

Siamo andati volentieri per ascoltare e sentire le giuste proteste del comitato dei pendolari cittadini e degli amministratori, perché dal 1968 al 2000 siamo stati “pendolari” a tutti gli effetti civili e sociali, sia su gomma (Sita e Cap ) e poi su  Ferrovia, quindi  oltre 30 anni di lotte, purtroppo mal gestite e ognuno,  per la maledetta politica,  per conto proprio (i mitici Prof. Giuseppe Alpigini e Pietro Gasparrini “medoro”, che subirono anche la galera per la Faentina !!), nel tentativo di migliorare la vita di coloro e sono tanti, che come lo scrivente di queste note, devono sopportare tanti sacrifici per portare un pezzo di pane salato a casa.

Detto questo, siccome non abbiamo ben capito il motivo di togliere un pezzo di binario alla stazione sampierina (il famoso binario 3), se non per indebolire il traffico ferroviario e con il tempo sorbirci dopo tante lotte, anche il classico “scherzo da prete” ( in senso benevolo verso i sacerdoti, ci mancherebbe!) per dare un taglio a tutta la linea “Faentina”, ecco che  il comunicato dell’On. Riccardo Nencini, Vice Ministro ai Trasporti e alle Infrastrutture, (meglio che lui!) ci apre uno spiraglio, o meglio è servito a rimandare lo sventramento del binario, mentre il collega Massimo Rossi, facendoci leggere, non solo a noi ma anche ad altri colleghi della stampa, un epistolario con assessori e dirigenti regionali, che sono rimasti sorpresi, meravigliati, addirittura offesi, per  una iniziativa che non ha ne capo ne coda.

Ma allora ci domandiamo noi? Se da un parte ringraziamo Riccardo Nencini per il fattivo e subitaneo interessamento che ha dedicato all’argomento presso la direzione delle ferrovie, restiamo in attesa di ulteriori sviluppi da parte delle altre autorità preposte  in particolar modo agli amministratori locali Ignesti e Omoboni, che ci sono sembrati decisi a non lasciar niente di intentato, affinché queste strampalate idee vadano direttamente nel binario, ma in quello “morto”.

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