Palazzuolo sul senio

Derivati e finanza. Palazzuolo lascia la Bnl e finisce sul Sole 24 Ore

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Finanza derivata, Palazzuolo sul Senio agli onori delle cronache nazionali. Sul quotidiano Il Sole 24 Ore è uscita pochi giorni fa una notizia relativa alla decisione dell’amministrazione e del Sindaco Cristian Menghetti di chiudere, con 11 anni di anticipo, l’accordo che era stato siglato dalla precedente amministrazione con BNL per alcuni prodotti finanziari derivati. In questo modo Palazzuolo segue Firenzuola (che ha già chiuso i contratti) e precede Marradi (sul punto di chiudere).

I tre comuni dell’Alto Mugello avevano sottoscritto contratti di finanza derivata. Negli ultimi anni hanno però deciso di tornare sui propri passi con un’azione con lo stesso studio legale e ora, dopo Firenzuola, anche Palazzuolo ha chiuso i contratti. Manca solo Marradi per il quale, assicura il sindaco Bassetti, la decisione arriverà comunque a breve.

Nel caso di Palazzuolo si tratta di una sottoscrizione fatta nel 2005 tra il Comune e l’Istituto di Credito che prevede un “”Irs collar“” (Interest Rape Swap), ovvero una serie di accordi sul “”rischio”” nell’ambito di un intento speculativo, con scadenza alla fine del 2021.

 

La decisione della rescissione è stata causata dal fatto che i promessi vantaggi economici che avrebbero dovuto maturare nel corso del contratto, non si sarebbero in realtà mai realizzati. Anzi, per il solo periodo 2007-2008 si è assistito a un addebito di oltre 18mila euro di differenziali passivi, ai quali si sono aggiunti 10mila euro di costi occulti. 

Il comune ha quindi dato mandato ai legali dello studio Manzi – Fargiorgio & Partners di Formia di annullare il contratto. Un’azione che fino ad oggi ha dato esito positivo, poiché il Comune di Palazzuolo, di fatto, è già riuscito a ottenere complessivamente dalla Bnl circa 7.300 euro. Cifre confermate dal Sole 24 Ore, che scrive: “”Dalla transazione avvenuta il 10 settembre scorso, infatti, il municipio toscano di 1.200 abitanti ha ottenuto dalla banca poco meno di 4mila € (complessivamente ha ricevuto dall’intera operazione 7.300 €) dopo che l’ente locale aveva sospeso a dicembre del 2008 il pagamento degli addebiti (10.490 €) applicati dall’istituto. Inoltre, sono stati calcolati costi occulti per 10mila euro””.

In questo modo, anche il piccolo comune appenninico rientra tra i 300 comuni italiani che, dall’inizio della storia dei derivati, hanno deciso di defilarsi anticipatamente da questa rischiosa azione finanziaria speculativa.

Così motiva la scelta della sua giunta il sindaco Cristian Menghetti: “Finalmente il Comune mette fine alla pericolosa operazione finanziaria che la precedente amministrazione aveva aperto con la BNL. Si trattava, infatti, di una operazione di finanza derivata speculativa, imprevedibile e ad alto rischio economico, che avrebbe potuto avere effetti devastanti ed irreversibili per le casse del comune. Non si possono rischiare i soldi pubblici come dentro ad un casinò, gli amministratori devono procedere con estrema cautela evitando di farsi abbagliare dalle promesse di facili entrate”.

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