Barberino di Mugello – Secondo Rifondazione Comunista mentre si inaugura il Centro Civico destinato alle associazioni alcuni uffici e servizi pubblici sono ancora in affitto, con spese per le casse comunali. E Rifondazione pone dubbi anche sulle modalità di assegnazione e le attività che si terranno nel centro. Ecco il lungo documento:
Per noi il bene pubblico è bene di tutti, di un’intera comunità. Il Comune ed i suoi spazi pubblici, sono beni comuni. Ci piace quando il Comune apre o inaugura nuovi spazi pubblici per il bene di tutti, per l’arricchimento di tutti. Siamo stati ad esempio molto contenti quando la Giunta Zanieri ha accolto la nostra proposta di destinare Palazzo Pretorio a Biblioteca Comunale e non più a sale di rappresentanza, come invece voleva la vecchia giunta. Aldilà alla nobiltà dello scopo, da sempre sosteniamo che bisogna ridurre gli spazi per i servizi pubblici per i quali il Comune paga un affitto (la biblioteca si trovava in un fondo privato con un affitto annuo di almeno 15.000 euro). Il Comune tuttavia ha ancora oggi servizi primari in spazi privati in affitto: uffici dei vigili urbani, archivio tecnico, magazzini per i mezzi, per fare alcuni esempi. Dopo la storia lunga e tortuosa dei lavori, a dicembre è stato inaugurato il nuovo centro civico, tirato su con i soldi degli interventi compensativi della Variante di Valico. Evidentemente, in tutti questi anni le giunte che si sono succedute hanno preferito dare la priorità ad un centro civico, piuttosto che risolvere la questione degli spazi dei servizi in affitto. Se si è valutata una forte mancanza di spazi per le associazioni, comunque, potremmo anche essere contenti, ma ci pare che tutta la questione sia stata gestita in malo modo. Andiamo per ordine: il 24 ottobre del 2014 la Giunta individua con delibera nella Pro Loco, l’associazione adatta a gestire il Centro Civico. Si ricorda che lo scopo del Centro Civico è quello di fornire un sostegno logistico all’associazionismo locale ed in particolare alle associazioni Culturali, si fa infatti riferimento all’art.47 dello Statuto comunale che dice: “Il comune riconosce e promuove le forme di associazionismo presenti sul proprio territorio favorendo tra queste le associazioni di volontariato senza fini di lucro”. La Pro Loco rientra in questi criteri quindi niente da obiettare. Il 7 novembre 2014 però c’è un’altra delibera di Giunta che in parte modifica quella precedente: la Pro Loco comunica che accetta la gestione, ma costituendo una Associazione Temporanea di Scopo ATS fra “Pro Loco per Barberino” e “Associazione Arci Ragazzi Ambarabà”, nota ludoteca del paese che esercita attività di asilo nido privato e che aveva la propria sede nel centro storico, in un locale preso in affitto. Si arriva quindi alla Determina del 27-11-2014 per cui si affida la gestione del Centro Civico all’Associazione temporanea di scopo, con capofila la Pro Loco: viene concesso l’utilizzo per un anno a titolo sperimentale, sufficiente spazio di autonomia gestionale e vengono richiesti 10.000 euro per l’intero anno, mentre rimangono a carico del Comune le utenze: gas, acqua, luce. La prima cosa che balza agli occhi è che la Giunta non ha ritenuto di effettuare un bando, preferendo la forma della gestione diretta. In Consiglio Comunale, alle nostre domande, la maggioranza ha risposto che tutto era fatto a titolo sperimentale e che non c’era sufficiente tempo: avremmo preferito fosse speso qualche mese in più per essere più corretti e trasparenti invece che correre, per mostrare a tutti l’inaugurazione. Altro aspetto sono le date: al momento dell’inaugurazione lo spazio dedicato alla ludoteca posto al primo piano era già arredato per accogliere i bambini, la Giunta Mongatti aveva quindi già deciso da tempo e precedentemente alle delibere che quello spazio doveva essere adibito all’utilizzo di ludoteca, ma sulle carte il soggetto “Ambarabà” compare solo alla fine. La ludoteca è un servizio a pagamento, ma non sapevamo che fosse associata all’ARCI ragazzi. Che mondo strano quello delle associazioni: c’è un’ARCI come quella della Casa del Popolo in difficoltà per la gestione dei suoi spazi e un’altra, l’ARCI Ragazzi, che invece che unirsi con l’associazione culturale di riferimento nello stesso comune, si unisce a un’altra con tutt’altro scopo, promuovere il territorio. Strano se non ci fosse di mezzo la gestione del Centro Civico. I 10.000 euro poi, fossero anche tutti a carico della Ludoteca, rappresentano un affitto notevolmente conveniente rispetto ai prezzi di mercato e sicuramente non coprirà (forse la metà?) le spese a carico del Comune per l’intera struttura: questo per capirlo non c’è bisogno di un anno di sperimentazione. Poi c’è il problema sicurezza: perché mettere un’attività per bambini piccoli al primo piano, quando tutte le buone prassi per la gestione dell’emergenza dicono che la posizione migliore è quella al piano terra? Nell’affidamento infine si lascia molta autonomia di gestione: nelle delibere non sono esplicitati i criteri con i quali l’Associazione temporale di scopo da in gestione gli spazi. Come si devono regolare quindi le altre associazioni? Tutte le associazioni sul territorio per cui è stato creato questo spazio pubblico sono a conoscenza di come si può accedere a tali spazi e con quali contributi? Ci sembra che tutta la vicenda dimostri i molti punti deboli di una Giunta eletta con lo slogan “diamogli il verso”. Quale verso? Quello più confuso e rattoppato? Quello più veloce, ma meno trasparente? Noi vogliamo che questo Centro Civico prenda il verso giusto: uno spazio pubblico gestito con bando, con criteri chiari, che prenda vita, allarghi gli orizzonti culturali del paese anziché semplicemente spostarli e che, viste le dimensioni, per alcuni spazi possa essere ripensato. Perché non trasferirci alcuni uffici pubblici attualmente in affitto? Noi rispetto agli slogan renziani che dicono tutto e il suo contrario, continuiamo a portare avanti il verso del bene comune. IL CIRCOLO PRC “Antonio Gramsci” di Barberino












