Da Ferruccio Guillett, attivo cittadino di San Piero a Sieve, riceviamo e pubblichiamo questa lettera:
Fra qualche settimana, nelle assemblee dei Consigli Comunali, le Giunte in carica presenteranno i propri bilanci. Consuntivi e preventivi. Mi riferisco a quelli relativi agli esercizi finanziari. E non ad altri, magari sul giudizio delle loro azioni politiche. Su quest’ultime, difatti, non intendo spendere alcuna parola. Dunque, a breve, anche a San Piero a Sieve, sarà tempo di analisi e verifica dei dati contabili. Soprattutto sul bilancio consuntivo si concentrerà, auspico, il controllo di quadratura delle scritture.
Insomma, per ogni entrata di cassa, dovrà corrispondere un’oculata uscita dei fondi. Superfluo ribadire che la spesa debba essere minore degli introiti, in modo da non incorrere in un disavanzo d’esercizio. Ciò sarebbe la regola. Oso, un dogma. E far si che il bilancio comunale non incappi in una perdita contabile rappresenta, appunto, il parametro sul quale valutare l’operato della Giunta. Ebbene, sulla faccenda mi sono state anticipate delle voci. Ovvio, fondate e controllate. Quindi non una dissertazione sull’aria fritta. Il Consiglio Comunale Sanpierino, ed ancor prima la competente Commissione Consiliare, almeno in un paio d’occasioni, erano state chiamate a valutarne, ed a votarne, l’assestamento, o la riequilibratura, così come si dice nell’astruso gergo della burocrazia. L’ultima volta accadde il 26 novembre, dell’anno appena passato. Pertanto un mese, circa, prima della chiusura del bilancio. Le operazioni anzidette avrebbero dovuto costituire l’atto finale per la definitiva quadratura dei conti. Invece no, non è così. Ci sarà uno strascico. Si perché le valutazioni presuntive, poi assestate e riequilibrate, passate con le votazioni nelle sedi istituzionali, sono risultate fallaci. Forse frutto di determinazioni ottimistiche, oppure ascritte nei capitoli d’esercizio con troppa sufficienza. La perdita rilevata si aggira attorno a cinquantamila euro. Più o meno. Adesso chiudo qui la nota. Nei prossimi giorni ne continuerò la stesura. E, come sempre, lo farò con i dati. Non amo le chiacchiere.












