Guido di Pietro, poi Fra Giovanni da Fiesole, in seguito soprannominato l’Angelico, Beato a tutti gli effetti dal 1982 e proclamato Patrono degli artisti, è stato festeggiato domenica 15 febbraio 2015 con una Messa solenne celebrata da Don Giuliano Landini nella Pieve di S. Giovanni Battista a Vicchio cui hanno preso parte il Sindaco Roberto Izzo, l’Assessore Angelo Gamberi, il Maresciallo dei Carabinieri Maurizio Cataldo e, con i relativi labari, la Vicchio Folk Band, il Gruppo Agricolo di Vicchio e l’Associazione dalle Terre di Giotto e l’Angelico. Don Giuliano, nel corso dell’omelia, ha parlato di un artista straordinario sul quale sono sorte leggende e aneddoti, e spesso si fatica a distinguere il vero dal falso. Verissimo. La storia che Fra Giovanni quando dipingeva andava in estasi mistica, ad esempio, è una balla. Per quanto frate predicatore religiosissimo, egli teneva i piedi ben calcati sulla terra quando produceva i suoi capolavori! Che non ritoccava mai i suoi dipinti, pur essendo parsa a molti altrettanto una fesseria, è invece vero. Lo hanno confermato i restauri delle opere e le relative radiografie. L’Associazione Giotto e l’Angelico, presente non solo col suo stato maggiore (Giuliano Paladini, Marisa Cheli, Mauro Baroncini) ma con parecchi dei suoi associati è stata anche promotrice del pranzo preparato al Circolo del Cistio (Bruno Brunoni ha realizzato un ritratto di San Donato che sarà collocato presso la omonima Chiesa, a sostituire un altro dipinto consunto). Soci e volontari del Circolo si sono prodigati per accontentare una quantità di ospiti decisamente superiore al normale: quasi un centinaio di commensali hanno gustato piatti realizzati in rigorosa ottemperanza alla tradizione toscana e mugellana, con un plus di coccoli fritti che, pur di diversa origine, non sono rimasti a lungo sui vassoi. Peccato per il passaggio diretto dai primi al dolce, senza i secondi. Soddisfazione generale e brindisi finale in onore di una delle glorie del Mugello, nonché una delle più strabilianti figure artistiche del Rinascimento italiano e dell’intera storia dell’arte. Paolo Marini














