Pietro era un operaio, un minatore rimasto ucciso mentre stava costruendo, per conto di una ditta italiana, quello che sarà un primato mondiale: il progetto “Alptransit” del San Gottardo, la galleria più lunga del mondo.
Pietro e’ stato un delegato RSURLS della FILLEA CGIL, addetto alla formazione e al controllo della sicurezza nei cantieri e aveva più di trenta anni di esperienza. Lavorando per il consorzio CAVET, era stato per oltre dieci anni sul fronte di scavo della costruzione dei tunnel dei Treni ad Alta Velocità che passano sotto il Mugello e collegano Bologna a Firenze e prima di patire per la Svizzera, anche nei cantieri della Variante di Valico con la ditta TOTO.
Negli anni che ha trascorso in Toscana, Pietro ha lottato con tutte le sue forze contro turni di lavoro a ciclo continuo che davano pochissima tregua ai lavoratori spesso scontrandosi anche con i sindacati e con la politica. La sua forza stava nel trascinarsi dietro persone tanto diverse tra loro, come scrittrici e scrittori, giornalisti, registi, studenti, ricercatori universitari, lavoratori di altri settori, perfino comitati e associazioni per la tutela dell’ambiente. Pietro ha rappresentato e rappresenta l’ uomo di un Sud che non vuole perdere la speranza, ma anche di un’Italia che vuole ritrovare negli esempi di uomini semplici e giusti dei modelli a cui guardare senza paura, capaci di unire i cittadini nel nome della dignità del lavoro e del coraggio per difendere i diritti dei lavoratori.
Per tutto questo, il 7 dicembre tante persone saranno presenti per ricordarlo con questa serata al teatro di Barberino di Mugello, paese dove avrebbe voluto abitare.
La serata si aprirà alle 21 con uno spettacolo teatrale di Riccardo Rombi, “Lavoro da morire”, e proseguirà con la proiezione, alle 22:15, della video-intervista a Pietro Mirabelli “Memoria, futuro, impegno”.
Inoltre, nel corso della serata, sarà lanciata una raccolta firme per una lettera da inviare al Presidente della Repubblica, nella quale, oltre a raccontare la storia di Pietro e delle sue lotte, si chiederà al Presidente Napolitano una pubblica presa di posizione che riconosca l’impegno di Pietro in nome della sicurezza sui posti di lavoro.
Il biglietto d’ingresso è di 8 euro (per studenti e disoccupati 5 euro), e l’incasso sarà devoluto in un fondo a memoria di Pietro Mirabelli, per azioni e studi per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Si possono prenotare scrivendo a: ufficiostampa@catalyst.it
Inoltre, sul sito www.pietromirabelli.it, ci sarà il numero di conto corrente a cui si può fare versamenti o ci sarà la possibilità di firmare la lettera online (per chi non potrà essere presente alla serata del 7 dicembre).
Simona Baldanzi, scrittrice e ricercatrice sociale barberinese, amica di vecchia data di Pietro e sostenitrice dei suoi ideali e progetti, è tra gli organizzatori della serata, ed è con queste parole che presenta l’iniziativa e si rivolge al pubblico:
“Uno spettacolo sulle morti sul lavoro.
Un’intervista di un quarto d’ora a Pietro Mirabelli fatta nel 2005.
Una lettera da firmare e da spedire al Presidente Napolitano per far conoscere la storia di Pietro e chiedere fermezza e impegno contro le morti sul lavoro e un riconoscimento alla sua lotta.
Un fondo per continuare a impegnarsi nello studio e nelle azioni per la sicurezza sul lavoro.
Un momento per ritrovarsi con altri lavoratori e con la famiglia Mirabelli.
Per chi mi ha detto “La storia di Pietro va fatta conoscere ancora di più”
Per chi mi ha chiesto “Ora che manca Pietro cosa possiamo fare?”
Per chi mi ha scritto “Non posso partecipare al funerale, ma se fate qualcosa in Mugello fammi sapere”.
Ecco, il 7 dicembre è importante partecipare un po’ per tante cose. Anche per dare dignità al lavoro e alle sue storie.
Segnatelo. Spargete la voce.
Grazie.”












