Presidente dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello e dimissioni da consigliere comunale del già candidato sindaco del M5S, Michelangelo Marsili, distonie del dopo elezioni secondo Paolino Messa. Sono passati circa due mesi dalle ultime amministrative del 25 maggio e, dopo un periodo di osservazione e riflessione, Paolino Messa – già consigliere comunale di Scarperia e dirigente provinciale di Fratelli d’Italia/Alleanza Nazionale – ha deciso di rompere il silenzio che si era autoimposto. “In questo periodo post elettorale – esordisce Messa – sono accadute cose importanti per il territorio, condivisibili e non condivisibili, ma voglio concentrare questo mio intervento su due in particolare: quella riguardante l’elezione del nuovo presidente dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello e quella relativa alle dimissioni da consigliere comunale di Michelangelo Marsili, già candidato sindaco a per la lista del M5S. A riguardo l’elezione di Federico Ignesti quale Presidente dell’Unione dei Comuni del Mugello, premettendo che non ho nulla contro la persona che ho sempre stimato, ritengo che sia stata una vera e propria farsa in quanto tutto era stato deciso a tavolino nelle stanze del PD locale. Cosa c’è di strano? Nulla se non fosse che, in tutto il periodo (tre anni e mezzo circa) in cui ho fatto parte della Comunità Montana, prima, e dell’Unione dei Comuni, dopo, mi sono sempre sentito ripetere che in quel contesto non dovevano esserci divisioni di maggioranza e opposizioni e che tutti dovevamo lavorare nella stessa direzione per il bene comune del territorio. A quanto pare tutto questo va bene solo a parole! Infatti, forti del grande risultato elettorale, le scelte vengono fatte dal PD e solo ratificate in un Consiglio che non ha alcun potere decisionale. Ribadisco che nulla ho contro la persona di Federico Ignesti, ma ritengo che la scelta del presidente dell’Unione doveva essere, fatta dal Consiglio nella sua interezza, dopo un confronto e un dibattito costruttivo e non dal partito dominante sul territorio che amministra una finta democrazia. Perplessità – continua Messa – hanno suscitato anche le parole di Ignesti quando ha asserito, qualche giorno prima della sua investitura ufficiale, che l’Unione sino ad oggi non aveva funzionato e che se non si cambia registro il tutto è destinato a fallire. A questo punto le domande nascono spontanee: ma l’Ignesti in tutto questo tempo dove è stato? Non faceva parte dell’esecutivo dell’Unione? Come mai quando ho denunciato questo stato di cose (praticamente sempre) l’Ignesti non mi ha mai supportato?””””” Messa, lasciando da parte la questione Unione dei Comuni, ha affrontato quindi quella riguardante le dimissioni di Michelangelo Marsili del M5S di Scarperia e S. Piero. “In preparazione della campagna elettorale per le amministrative del 25 maggio, la Lista Civica Idea 2.0 ha più volte tentato di instaurare un dialogo con il M5S e il gruppo comunista per creare un’unica lista di opposizione per avere la possibilità di provare a fare un lavoro più concreto e costruttivo per il bene comune. Purtroppo il progetto è naufragato a causa del “no” dei grillini che ha condizionato anche le decisioni del gruppo comunista. Nel corso della campagna elettorale i grillini, con a capo Michelangelo Marsili, hanno arringato le folle (sic!!!) sulla necessità di una nuova politica, di un nuovo modo di amministrare, ecc.. I penta stellati, alle elezioni, hanno ottenuto un discreto risultato ottenendo due seggi in Consiglio Comunale occupati dal citato Marsili e da Viviana Rossi. Orbene, sin dal primo consiglio comunale, degli agguerriti grillini si sono perse le tracce, infatti il gruppo consiliare è rimasto subito orfano del Marsili. Assenza notata anche nel secondo appuntamento e per il terzo, il prossimo, sono giunte le dimissioni. Di conseguenza – continua Paolino Messa – è lecito chiedersi perché il M5S ha candidato a sindaco di Scarperia e S. Piero Michelangelo Marsili e a quale logica rispondeva la sua candidatura! Le motivazioni delle dimissioni possono essere molteplici ed insindacabili ma è altrettanto vero che tutto questo denota un’assoluta mancanza di responsabilità e correttezza nei confronti di chi ha espresso la propria preferenza al M5S di Scarperia e S. Piero. Mi chiedo se in cuor suo il Marsili era convinto di vincere o se al contrario si è prestato solo a giochi politici che il suo stesso movimento dice di aborrire. Da quello che ho sentito (e che quindi non ha il crisma dell’ufficialità) le dimissioni sono state causate da motivi di lavoro. Ma quando il Marsili si è candidato questi ostacoli non esistevano o pensava, come già detto, di vincere e avere così per cinque anni risolto il problema del lavoro? Penso che – chiude Messa – a questo punto siano gli elettori che devono trarre le conclusioni da tutto questo, e rimango dell’opinione che chi vuole fare politica (quella vera con la P maiuscola), specialmente a livello locale, non ha il diritto di prendere in giro gli elettori, perché non è un gioco e bisogna essere dotati di spirito di sacrificio e di servizio a 360 gradi.”””” “Intendo precisare – chiosa Messa – che rilascio queste mie dichiarazioni a titolo personale e non come appartenente alla Lista Civica Idea 2.0 con cui mi sono candidato alle ultime elezioni comunali.”””
Ignesti presidente e dimissioni di Marsili. Paolino Messa sulle ‘distonie’












