Perché insieme all’organico finiscono anche i sacconi di plastica neri? Perché si continuano a incenerire i rifiuti? La seguente lettera è arrivata in redazione da una lettrice che riflette dopo aver osservato la seguente scena: un camion dell’organico in cui i materiali venivano rovesciati nel cassone con tanto di bustona nera di plastica.
Ammazzateci tutti e continuate a fare una discarica di questa splendida Italia. Riempiteci di altri tossici inceneritori, di impianti a biomasse, o di quello che vi pare. Come se non ci bastassero le schifezze cancerogene con cui già lottiamo. Il nostro meraviglioso Mugello è devastato dai tumori, ferito dalle discariche abusive, preso in giro dallo sforamento della soglia di rumore dell’autodromo (unico circuito in Europa in deroga da anni per il problema!!) martoriato dai tunnel del Tav che hanno seccato falde e fonti secolari lasciando interi paesi senz’acqua.
La mia domanda è: “Ma che razza di politici abbiamo?! Di che si preoccupano realmente? Forse di mettere 3 cestini per il riciclo, che tra parentesi vieterò ai miei figli di usare, nonostante il loro entusiasmo, se il 9 settembre la Conferenza Stato-Regioni approverà il decreto attuativo dell’articolo 35 dello Sblocca Italia. Già perché se approvato, il decreto farà dell’incenerimento una “attività di recupero” mentre adesso è ovviamente smaltimento. Mi sento trattata da idiota dal rietichettare continuo delle parole che riabbelisce e ridefinisce tutto, che finirà per spiegarci che il puzzo di cacca è “un prezioso effluvio opinabilmente definibile buono o meno buono (mai si usi il termine cattivo!)”. Dunque via libera a nuovi impianti di incenerimento e al riammodernamento delle vecchie, obsolete strutture in modo da poter bruciare rifiuti da tutta Italia. E se siamo ottimisti magari,più avanti, pure da tutta Europa!!
“Qui siamo pronti per il futuro!” ha detto il nostro Presidente del Consiglio alla cancelliera Merkel in visita all’ Expo. Proprio un bel futuro. Le eccellenze italiane, i paesaggi, i profumi, la cucina trasformati in ciminiere, aria irrespirabile, frutta e verdura contaminate. Daremo ai nostri figli prodotti dell’orto a km zero dei bei campi vicino Petrona (e vicino è comunque relativo pensando che le polveri sottili fanno 150 km)?. Daremo loro il latte Mugello di mucche che tra qualche anno saranno piene di diossina? E dove scapperemo a cercare luoghi incontaminati se tutta la politica italiana va in questo senso?. Il mondo intero già tira indietro visti i danni e gli effetti di questi eco-mostri e punta verso solare ed eolico. Perché dovremmo farlo noi? In fondo ‘chist è o paese do sole’, dove sta la convenienza?! Perché sfruttare una fonte rinnovabile che abbiamo in così grande abbondanza? Perché promuovere riciclo, riparazione, riuso e dare lavoro a centinaia di persone (ad esempio x estrarre metalli preziosi dai rifiuti elettronici o vetro di qualità dagli oblò delle lavatrici)?
Chi leggerà delle nostre vite tra decenni dirà: “Ma questi italiani erano tutti matti? Possibile una tale cecità? Possibile che un paese intero sia stato a guardare? Che si sia fatto fare questo?” Eppure è ancora poca la gente che s’indigna e cerca canali per tirar fuori la propria voce esigendo il riconoscimento di quello che, in fondo, è solo il rispetto di un proprio diritto: quello alla salute. Forse non vogliamo credere all’evidenza, forse abbiamo bisogno che ci mentano o ci rassicurino con mistificazioni linguistiche (biomasse!) o la tranquillizzante tiritera che le sostanze inquinanti sono “entro i limiti di legge”.
Certo. Per un giorno, una settimana tutto può anche essere sopportabile e l’organismo riuscirà in qualche modo a smaltire i veleni, poi l’accumulo di anni, trasformerà le sostanze “a norma” in un bel tumore. E non lo dico io ma l ‘ allarme lanciato dalla quasi totalità della comunità medica. Chiedo ai politici del mio comune, Scarperia San Piero, se qualcuno di loro vuole, per favore, agire e lottare per ciò per cui l’abbiamo eletto: un’esistenza dignitosa per tutti che tuteli e difenda soprattutto le vite dei nostri figli. Sara












