Borgo San Lorenzo

I rifiuti e l’inciviltà. Storia di un lettore

I rifiuti e l'inciviltà. Storia di un lettore

Una storia vera. Pubblichiamo una riflessione, giunta in redazione, di un cittadino attento al degrado che, nonostante i suoi sforzi, si trova di fronte ad un bivio obbligato: diventare “incivile” oppure piegarsi ai voleri di una burocrazia che sembra fare di tutto per farlo desistere dalle buone intenzioni:

Gentile Redazione, invio questa lettera poiché, dopo aver effettuato dei lavori di piccola ristrutturazione nella mia abitazione, ho deciso di precedere alla separazione di tutte le tipologie di rifiuti e/o ingombranti al fine di destinarli alla discarica appropriata. Nell’ultima settimana di Luglio ho ristrutturato personalmente la cucina della mia abitazione in previsione dell’arrivo dei nuovi mobili. Pertanto ho dovuto provvedere alla sostituzione delle mattonelle, spostamento dei tubi di scarico, rifacimento di intonaco e impianto elettrico. Quindi prima di iniziare ho creato delle liste dei vari materiali da far ritirare a Publiambiente (vecchia cucina, elettrodomestici, materiale elettrico vario), che è stata puntualmente ritirata senza nessun costo a carico. Nell’effettuare i lavori di muratura (svolti personalmente) ho provveduto a separare tutti i residui plastici, ferrosi dai calcinacci, che ho sistemato in buste di plastica per un eventuale ritiro. In molti, alla domanda su dove smaltire i calcinacci, mi hanno consigliato di smaltirli nei vari cassonetti dell’indifferenziato.  Naturalmente non ho seguito tale consiglio poiché ritenevo che ci fosse una precisa procedura per effettuare lo smaltimento in modo regolare anche se da privato, ben consapevole anche che avrebbe avuto un piccolo costo economico. Ebbene, giunto alla fine dei lavori di ristrutturazione, montaggio della nuova cucina, pulizia degli ambienti e ritorno alla routine quotidiana, mi sono preso carico di cercare la discarica abilitata per lo smaltimento di N. 16 sacchi di circa 30 KG ciascuno di puri calcinacci. Mi sono recato in località La Torre a Borgo San Lorenzo dove si trova un’azienda abilitata al ritiro di tali residui, la quale mi ha informato che può ritirare i calcinacci solo se conferiti da apposito trasportatore registrato ad un albo speciale e che abbia l’autorizzazione a compilare un apposito formulario. Alla mia richiesta di quanto potrebbe venire a costare il trasporto (parliamo di 16 sacchi) la risposta è stata oltre 100 Euro. Il privato, se trasporta con un proprio automezzo anche solo un sacco di calcinacci è passibile di sanzione, e la discarica non è autorizzata al ritiro. L’unica alternativa possibile potrebbe essere quella di avvalersi di una ditta edile abilitata al trasporto e conferimento di calcinacci che possa compilare a suo nome il formulario. Ma qui viene il bello! Anche nel caso avessi una ditta amica disposta, in via del tutto eccezionale, a farmi il favore di portare via i calcinacci, questa rischierebbe di essere denunciata per evasione fiscale poiché risulterebbe l’esecuzione di lavori poi non fatturati. Dopo i tanti servizi che la vostra redazione ha effettuato nei confronti dell’inciviltà dei cittadini, mi domando: Non è che forse, a volte, la burocrazia e la poca lungimiranza dei nostri amministratori obbligano i cittadini a diventare incivili? I miei sacchi di calcinacci, per il momento, li lascio sulla pubblica via (riparati dalla pioggia), in attesa che qualche autorità mi possa indicare dove poter smaltire regolarmente e senza dover spendere una fortuna. Preciso che Publiambiente ritira gratuitamente i calcinacci, ma solo se vengono portati nella discarica di Montelupo Fiorentino. Un cittadino che voleva fare il modello.

Change privacy settings
×