Segnalazione di Franciulli, responsabile di Italia dei Valori per il Mugello. La vicenda ricostruita nei dettagli e il pericolo, per gli anziani della frazione, di doversi recare a Borgo ogni volta, anche solo per fare una ricetta… Ecco quanto riceviamo e pubblichiamo
Il 31 dicembre 2013, come per incanto, due dei tre medici di base decidono di interrompere la loro esperienza lavorativa a Luco di Mugello.E allora? Panico! E per chi, naturalmente? Per la categoria dei più indifesi: gli anziani, che possono contare solo su un’assistenza telefonica o, per i più arditi che si avventurano fino a Borgo, lunghe file di attesa e difficoltà per tornare a casa.Quando ho parlato di questo inconveniente all’amico Giorgio Fabbri, lui si è offerto di operare una mediazione tra medici e ASL per risolvere il problema. Il risultato è stato che un medico si è ricordato del giuramento di Ippocrate e….. il gioco è fatto!C’è da considerare però che, per ben due mesi e mezzo, queste persone sono rimaste senza un’assistenza adeguata alla loro condizione. La cosa che più mi sconcerta è che se un aiuto c’è stato non è arrivato dai canali ufficiali, ma dall’interessamento di un privato che si è fatto carico del problema, laddove ASL e Comune avevano mancato di tempestività.A Luco è tornata la tranquillità, nonostante restino da risolvere altri problemi, quali la viabilità che interessa le strade di collegamento con il capoluogo, i posti per handicappati e le sorti dell’ex ospedale.Teodosio Franciulli responsabile IdV per il Mugello.












