Vaglia

I Comuni e la partecipazione. Riflessione di Leonardo Borchi (a partire da un appuntamento quasi deserto…)

I Comuni e la partecipazione. Riflessione di Leonardo Borchi (a partire da un appuntamento quasi deserto...)

Scrive Leonardo Borchi, sindaco di Vaglia: Un episodio accaduto oggi di mattina (domenica scorsa ndr) mi dà l’input per una riflessione a voce ( a scritto) alta. Stamani, domenica, avevo organizzato un appuntamento al giardino dell’Alpino, a Bivigliano, per piantare degli alberi, querce rosse ed aceri montani, per venire incontro alla richiesta, da parte di alcuni paesani, di poter godere ( a futura memoria), nelle torride giornate di solleone, seduti sulle panchine, di un po’ d’ombra. L’invito era che il Sindaco si faceva aiutare dai cittadini nel fare le buche, mettere a dimora gli alberi. Un’occasione per fare qualcosa di utile insieme. La famosa partecipazione. Ho caricato gli alberi, le vanghe, le zappe… sul mio Talebano e prima delle dieci ero in piazza. Eravamo ancora sotto lo zero climatico. Ma, soprattutto, zero era la presenza di cittadini. Ho scaricato gli attrezzi, anche la scatola con i biscotti, le patatine ed il caffè, la colazione insomma, che avevo messo insieme per condividere in una pausa di lavoro, che immaginavo festosa ed allegra. Visto che faceva freddo e non arrivava nessuno, anche solo per riscaldarmi, mi sono messo a dargli di vanga. Ecco che è arrivata la Premiata Ditta Battani, nella persona di Alessio, che si è messo a darmi mano, come suo solito, con tutta la sua professionalità. Il lavoro procedeva, quando è arrivata la consigliera Giovanna Tomada e quindi la sig.ra Barbara Gavagna. Finalmente “la società civile”! Due signore, diversamente giovani. La Giovanna si è trattenuta, per poco tempo, dando il suo contributo nel ruolo di direttore dei lavori. Perlomeno ha avuto il coraggio di sfidare il freddo buggerone. La Barbara invece ha impugnato il rastrello ed ha raccattato le foglie. Meno male che c’erano loro! Dico, come quando si va a funghi e si gira e si rigira il bosco per trovare uno o due porcini, per grazia ricevuta: “C’era solo il seme!”. A saldo della mia delusione ( i miei sentimenti non sono oggetto di questa trattazione) per il mancato accoglimento dell’invito, vi sottopongo questa riflessione. Oggi, c’è un alto, altissimo tasso di insoddisfazione verso le istituzioni, qualsiasi autorità o ente costituito. Sia politica che civile: sindacati, associazioni di categorie, cooperative …anche verso la ”Polisportiva amici del Carving”! Verso tutti i gruppi intermedi. Si annusa la “Casta” dovunque. Chi ricopre un ruolo, poco poco, di potere e responsabilità…”E dagli!” Pomodori, finocchi, uova marce… Si salva solo chi, anche in un’assemblea di condominio, sta, invariabilmente e solo, all’opposizione e può permettersi di dire sempre no. Non si mette mai sub iudice, in quanto evita di prendere decisioni. Allora io, che non sono politicamente corretto e non mi importa nulla di pestare i piedi a chi se lo merita, dico. Primo, ogni popolo (in questo caso uso il lemma di proposito) si merita i governanti, la classe dirigente che ha. Ci metto dentro anche la scelta di un prete. Perlomeno, specificando, in una democrazia, i cittadini che, a maggioranza, si esprimono (compreso chi non si è espresso: gli assenti hanno sempre torto!) per un partito, una persona, una lobby, con il loro assenso hanno dato fiducia ad un programma, a un’idea di mondo, per cui ne hanno in carico la responsabilità. Questa naturalmente è proporzionale al potere che ognuno ha. Ma tutti, dico tutti, anche il semplice elettore, una particella di potere ce l’ha e quindi anche di responsabilità. E quindi dico: smettiamola di criticare, di sdegnarsi ed avere solo risentimento. Polemizzare senza avere da proporre qualcosa di alternativo. Facile dire no e poi non sapere (o volere) indicare un progetto alternativo, che inevitabilmente ti espone, ora sì tu, a critiche. Smettiamola di: “Armiamoci e partite!” E poi siamo tanto sicuri di avere la coscienza, se ne abbiamo una, pulita da poter scagliare la prima pietra? Nel nostro piccolo privato, ce la facciamo fare la fattura dal dentista? Paghiamo la retta della mensa della scuola al figlio, pur avendone disponibilità? Non buttiamo il pacchetto di sigarette vuoto in terra ( in 10 metri ieri a Vaglia ne ho raccattati 3)? Rispettiamo il nostro turno di fila alla posta?……Piccole cose? Un vecchio detto inglese recita: “Il gentiluomo, anche quando è solo, mette lo zucchero nel tè con le pinze”. Uomini, donne, cittadini, soprattutto se giovani, perché il mondo deve essere vostro, rimboccatevi le maniche. Cominciate a fare. Se volete che qualcosa cambi, mettetevi in gioco. Fatevi venire delle idee. E soprattutto abbiate il coraggio di portarle avanti e metterle in pratica. Come sarà possibile. Perché al giudizio universale (in senso figurato e concretamente quando ognuno di noi tirerà il calzino) non saranno ammesse scuse. I “Mai io non c’ero!”, “Io dormivo!”, non saranno accettate come giustificazioni. Per quanto mi riguarda, io continuerò a cercare di fare il meglio del possibile. A prendere ciaffate, se occorre. Non volendo avere né rimorsi, ma neanche rimpianti, volendo essere protagonista della mia vita, e siccome questa per me non finisce entro il mio ego, ristretto dal limite della mia pelle, ma, sentendomi cittadino del mondo, ne fanno parte, oltre che i miei affetti personali, anche tutti gli altri umani e l’ambiente (di cui siamo solo ospiti ingombranti), lavorerò, umilmente, con tutti i miei limiti, per apportare una particella di benevolenza, serenità e giustizia….a questo nostro mondo. Augh. Sindaco Leonardo

Change privacy settings
×