Borgo – Per due giorni i bambini della scuola elementare di Ronta (classi terza e quarta) hanno vissuto una magnifica esperienza al rifugio Valdiccioli, nell’ambito del progetto ‘Chi ha paura del Lupo Cattivo?’, con il quale studiano da tempo i rapporti (spesso conflittuali) tra l’uomo e questo splendido animale e che sarà raccontato in un documentario prodotto da RaiCinema. Ecco le foto realizzate durante queste splendide giornate e quanto dichiarano gli organizzatori e responsabili del progetto:
La tappa chiave del progetto di Artetica Toscana “Chi ha paura del lupo cattivo?” si è appena conclusa nel migliore dei modi. Con i bambini della scuola di Ronta in veste di giornalisti e documentaristi, l’entusiasmo di insegnanti illuminate, il supporto e il calore dei genitori rontesi in cambusa, la passione di Carmela Musto e le sue bellissime storie sui lupi del demanio, il carisma lupesco di Duccio Berzi, tornato bambino per l’occasione, che con i racconti della sua vita e del suo destino intrecciato a quello del lupo ha saputo sorprenderci ed emozionarci… come poteva essere altrimenti?? Il tutto nei magici scenari delle faggete del complesso Giogo-Casaglia, ospitati da Rifugi Mugello nell’incantevole struttura di Valdiccioli, con un vero tempo da lupi, ripresi dalla troupe di ZaLab, entrata da subito nello spirito del progetto, che in collaborazione con RaiCinema, sta raccontando il nostro progetto per le sale e la tv, fotografati da Raffaella Traniello, amica insegnante artista che ha voluto essere dei nostri in questa occasione… e infine sorpresi da un Giovanni Zorn in tenuta da Trail, che, interrompendo per qualche minuto la sua corsa, ha lasciato ai bambini un’indimenticabile immagine della simbiosi tra uomo e natura, che si può vivere con tutti i sensi correndo come lupi nei boschi… senza tutti voi, e senza il prezioso aiuto dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello, che ci ha supportato sul campo, questa magica iniziativa non sarebbe stata possibile… Grazie di cuore a tutti!!! Nota: foto gentilmente concesse dalla fotografa Raffella Trainello, che era presente alle giornate












