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Harry e la guerra. Bella storia mugellana

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Harry e la guerra. Bella storia mugellana Harry e la guerra. Bella storia mugellana © n.c.
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L’incredibile avventura di Harry George cominciò il 22 giugno 1944, quando l’aereo sul quale volava partì dalla Corsica per la missione di distruzione di un ponte ferroviario a Gricigliana in Val Bisenzio, per l’interruzione dei rifornimenti tedeschi. L’aereo modello B-25 J Mitchell, denominato Mckinley Jr High, sul quale era presente l’equipaggio del 487° Bomb Squad, venne colpito dalla contraerea tedesca e precipitò sui monti della Calvana. L’equipaggio era composto da sei avieri: T. Casey, P. Kaplan, P. Ahlstromh, H. George, E. Dombrowsky,  G. Obravatz.

In seguito alla tragedia sopravvissero il copilota George, il bombardiere Dombrowsky e il mitragliere Obravatz. Harry George prese il comando del bimotore in fiamme, mentre il pilota Casey era ferito a morte. Harry mantenne il velivolo in rotta il più possibile e prima dello schianto al suolo riuscì a gettarsi con il paracadute, atterrando nei boschi che circondano la zona di Pimonte a Barberino. Gli altri due avieri vennero catturati e fatti prigionieri. Dopo l’atterraggio Harry cercò di nascondersi nel bosco per sfuggire ai soldati tedeschi che lo cercavano invano in tutta la zona.

Nei giorni successivi alcuni contadini, che avevano visto un paracadute scendere nella valle, decisero di andare a vedere se nel bosco ci poteva essere qualcuno che aveva bisogno d’aiuto. Così fu. Trovarono il militare americano e decisero di aiutarlo. Beppe Ferri con la collaborazione degli amici Nello Niccoli e Renzo Fantoni, si prodigò nel sostentamento dell’aviere nascondendolo nelle grotte della Calvana, portandogli vestiti civili, viveri e appoggio morale. Per ben 78 giorni Harry visse nel terrore di essere scoperto. Le truppe tedesche che pattugliavano la zona minacciavano di morte Beppe Ferri e la sua famiglia. Nonostante il rischio corso Beppe continuò a prestare il suo aiuto a Harry, mostrando tutto il suo coraggio. L’aviere sapeva con certezza di aver trovato la solidarietà delle famiglie che lo stavano salvando.

Il giorno 9 settembre 1944 finalmente gli Americani liberarono Barberino; Harry uscì allo scoperto festeggiando insieme ai suoi salvatori. Fu accompagnato in piazza a Barberino dove trovò altri membri dell’esercito americano che lo riportarono a casa. Gli anni successivi Harry rimase in contatto con le famiglie dei suoi eroi e nel 1969 tornò per una grande festa a Barberino. Nel 1990 Harry si spense per una malattia. Il figlio Harry George Jr, appassionato di scrittura, decise di scrivere un libro sulla storia che suo padre gli aveva raccontato e sulle lettere che l’aviere scrisse durante la guerra.

Nel 2005 pubblica il libro “Georgio Italiano”. Oggi, grazie alle ricerche svolte da Manuel Gori e Stefano Bettarini, è stato possibile riportare alla luce altri dettagli della vicenda, sono stati visitati i luoghi chiave della storia raccontata nel libro che presto verrà ripubblicato anche in italiano. Per non dimenticare sono stati posti dei memoriali per celebrare quella che è stata una grande storia di guerra e umanità, con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni il valore della vita.

Harry George Jr torne a Barberino per salutare, ancora una volta i parenti delle famiglie lodate da suo padre e visitare i luoghi descritti nel suo libro. E' arrivato in questi giorni in Italia per un lungo tour includendo la visita ai luoghi interessati nella storia di suo padre, luoghi scoperti negli ultimi tempi, come il luogo d'impatto dove cadde l'aereo. Ed è stato posato il monumento a Mc Kinley che verrà fatto inaugurare da Harry. Il 27 settembre sarà accolto presso la biblioteca comunale di Barberino per una grande festa.

Manuel Gori

 

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