Borgo San Lorenzo

Giotto Ulivi, prorogata l’occupazione. Martedì giornata decisiva con corteo

Giotto Ulivi, prorogata l'occupazione. Martedì giornata decisiva con corteo

Cronaca dell’assemblea di oggi (sabato) – Si è tenuta oggi (sabato 1 dicembre) l’Assemblea dei genitori presso l’Istituto Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo, con lo scopo di scambiare informazioni ed esprimere punti di vista a proposito della creazione dell’omnicomprensivo. Hanno partecipato all’incontro moltissimi genitori, il Presidente del Consiglio d’Istituto del Giotto Ulivi Michele De Donatis, alcuni professori come Lorenzo Falli, i rappresentanti d’istituto degli studenti, Pietro Incagli, Presidente della Consulta dei genitori. Ciò che è emerso dall’incontro è che la decisione presa dalle amministrazioni locali circa l’accorpamento delle due scuole non piace a nessuno, né agli studenti, né ai docenti, né ai vari membri della scuola che, dopo la creazione dell’omnicomprensivo, smetterebbero di avere una rappresentanza e quindi di avere una voce e un potere decisionale all’interno della scuola. Come ha tenuto a far presente un rappresentante degli studenti, Francesco Albisani, i ragazzi hanno protestato e stanno continuando nella protesta per vedere riconosciuti dei diritti che fino ad adesso hanno avuto e che hanno permesso loro, negli anni, di svolgere numerosissime attività, anche extracurricolari, che hanno contribuito a formarli come studenti e come cittadini e membri di una comunità. Infatti, per fare un esempio, nei Cdi (Consigli di Istituto) si decide come sfruttare i fondi che la scuola acquisisce, organizzando una serie di attività formative per gli studenti, e si prendono decisioni su ogni aspetto che riguarda la scuola e la gestione delle attività svolte al suo interno. In un omnicomprensivo non c’è un Cdi, e nonostante le Amministrazioni locali abbiano proposto la creazione di una consulta degli studenti che possa manifestare la propria opinione sulle scelte della scuola, esso non è e non potrebbe mai essere un organo collegiale, e quindi non avrebbe nessun potere decisionale all’interno della scuola. Non solo: il cdi sarebbe sostituito da un Commissario Straordinario che non ha le stesse funzioni di questo organo, ma che si occupa prevalentemente dell’aspetto amministrativo, e quindi molte questioni delle quali fino ad oggi si è occupato il Consiglio d’Istituto, non sarebbero del tutto prese in considerazione. Ciò che sicuramente è mancato in tutta questa questione è stata la trasparenza e la comunicazione tra istituzioni e scuola. Per questo, il Presidente del Consiglio d’istituto Michele De Donatis ha chiesto un incontro con il Sindaco di Borgo San Lorenzo (e Presidente dell’Unione dei Comuni) Paolo Omoboni, e tale incontro è stato fissato per il 4 Dicembre alle ore 14:30 presso la sede dell’Unione dei Comuni. Anche la rete delle consulte dei genitori (è necessario specificare che ogni genitore interessato può far parte della consulta) aveva chiesto un incontro con le amministrazioni locali, ma non avendo ricevuto alcuna risposta, sta organizzando un’ ipotetica partecipazione all’incontro del 4 dicembre. Lo scopo che si prefiggono tutti i membri della scuola è quello di far sì che venga revocata la Delibera della Provincia, il che può avvenire solo entro il 5 dicembre. Anche i docenti si sono schierati dalla parte dei ragazzi, scrivendo un comunicato (clicca qui) che è stato approvato dal Consiglio d’Istituto e dal Collegio dei docenti. La posizione del Consiglio d’Istituto e di tutti i membri che vi appartengono sarà quindi portata avanti ed espressa nell’incontro del prossimo martedì dal Presidente del Cdi. Parallelamente, il 4 dicembre gli studenti si organizzeranno in un corteo di protesta che partirà da scuola alle 13:30 e raggiungerà la sede dell’Unione dei Comuni. Non solo: oggi gli studenti hanno deciso di continuare l’occupazione fino a martedì. Intanto, hanno messo in atto in questi giorni una mailbombing agli indirizzi di posta elettronica delle amministrazioni, ed anche i genitori oggi si sono dichiarati disposti a portare avanti questo tipo di protesta, soprattutto per far capire qual è l’entità delle persone coinvolte (la maggior parte delle quali contrarie alla soluzione trovata dalle amministrazioni) nella questione. Viola Arinci

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