Si è conclusa in questi giorni al “Louvre” di Parigi uno dei più grandi e prestigiosi musei al mondo, una grande mostra denominata “Giotto e compagni” allestita nella “Salle de la Chappelle”, ovviamente visitata da migliaia di persone: una occasione più unica che rara.
Scrive Giovanni Serafini, fine scrittore, corrispondente de La Nazione da Parigi: “ – Chiunque visiti al Louvre le ricchissime sale dedicate alla pittura italiana non può non provare a un tempo ammirazione e rabbia. “Ammirazione” per la cura, l’intelligenza e l’amore con cui il Museo francese espone e valorizza le opere dei grandi artisti del passato, da Giotto e Raffaello, da Mantegna a Veronese.
“Rabbia” perchè quei quadri, che danno lustro al più grande museo del mondo, ci sono stati per la maggior parte sottratti da un despota geniale: quell’insaziabile Napoleone Bonaparte, sommo specialista in furti d’arte, che alla fine della vittoriosa campagna d’Italia spedì a Parigi centinaia di carri su cui erano accatastate migliaia di opere d’arte rubate alle nostre città e chiese -“.
Il giornalista deve essere rimasto meravigliato e stupefatto da una grande tavola di Giotto il “San Francesco che riceve le stimmate”, una tavola alta oltre tre metri dipinta a tempera in oro da Giotto di Bondone, eseguita dal sommo ”dipintore” fra la fine del 1200 e i primi del ‘300, che gli venne commissionata dai Frati Francescani per la chiesa di San Francesco di Pisa. Fu accudita per quasi cinque secoli, poi alla fine del ‘700, insieme a tante altre opere di grandissimi artisti prese la strada per Parigi.



Si racconta che durante la sfilata, dal quartiere di Austerlitz fino al Campo di Marte, Napoleone non fece sfilare soldati vinti o cannoni sottratti al nemico, ma più semplicemente per quasi cinque chilometri davanti ad una folla attonita, fece sfilare sui carriaggi le tantissime opere d’arte trafugate in Italia; fra queste anche il San Francesco di Giotto. Osservando con particolate attenzione la tavola giottesca, ci viene subito alla mente e agli occhi, una similare tavola che Giotto dipinse (ce lo racconta il Chini e il Niccolai, con l’immancabile immagine dell’avv. Giuseppe Ungania) , per la Chiesa di San Francesco a Borgo San Lorenzo, tavola che venne nascosta in una stanza dell’attiguo Santuario del SS. Crocifisso nell’anno (1808) in cui, Napoleone nel sopprimere tantissimi ordini religiosi ne spogliò delle opere d’arte ivi esistenti. Il San Francesco di Giotto in quel di Borgo San Lorenzo, prese invece un’altra strada ai primi del ‘900; prima a Firenze al Cestello e successivamente se ne perse le tracce per poi “riapparire” al Museo Fogg Art Museum di Cambridge nel Massachuttes negli U.S.A. Ma! Tornando ai francesi (a proposito al Louvre si custodisce nell’archivio dei disegni secenteschi di Baccio del Bianco anche il panorama di Borgo San Lorenzo), quando entrarono nella Badia Fiesolana, – primi dell’800 – si accorsero subito – mica bischeri!! – di quale preziosità era l’Organo “Stefanini”, che il maestro organaro di Lucca costruì nel 1696 per i religiosi della antica badia fiesolana. Lo staccarono, lo posero su un grande e lungo barroccio, ma fatti pochi chilometri ed incontrando notevoli difficoltà di trasporto in strade impervie ed orride di Polcanto, come scrive il Brocchi, lo abbandonarono in un campo fra le Quattro Strade e Mulinaccio. Poi è storia attuale: prima fu collocato nella Chiesa del Convento di Santa Anna in via della Scala a Firenze, quindi per quasi 150 anni nella Pieve di Santa Felicita a Faltona ed ora in restauro e in recupero per collocarlo, una volta terminati i meticolosi lavori, nel Santuario del SS. Crocifisso di Borgo San Lorenzo. Piccole grandi storie di un tempo che fu, ma che guarda caso, il Mugello, la terra di Giotto e del Beato Angelico, di Andrea del Castagno e Giovanni Della Casa, è sempre al centro della storia.
(Aldo Giovannini)
Foto 1 (in alto un particolare e qui sopra): La tavola di Giotto raffigurante “San Francesco che riceve le stimmate” realizzata per la Chiesa francescana di Pisa, esposta al Louvre. (Foto di repertorio, tratta dal quotidiano La Nazione)
Foto 2 (qui sopra): La tavola di Giotto raffigurante “San Francesco che riceve le stimmate” realizzata per la chiesa francescana di Borgo San Lorenzo custodita nel museo d’arte di Fogg Cambridge nel Massachuttes USA. (Foto Avv. Giuseppe Ungania – archivio A.Giovannini)
Foto 3 (qui sopra): L’Organo “Bartolommeo Stefanini 1696” quando era ancora collocato nella Pieve di Santa Felicita a Faltona. (Foto Federigo Bencini, Maestro fotografo)












