Vicchio

Giosuè Carducci soggiornò più volte in Mugello. La Storia e le foto d’epoca

Giosuè Carducci soggiornò più volte in Mugello. La Storia e le foto d'epoca

Ecco un contributo interessantissimo fatto di immagini e testo che testimonia di quando il poeta Giosuè Carducci si recava in Mugello per trascorrere da amici momenti di riposo:

di Aldo Giovannini
Il Comunicato Stampa della Comunità Montana giunto sul nostro tavolo, dove viene spiegato con dovizia di particolari l’andamento estremamente positivo di visite, della bella mostra “ Immagini del Mugello – Foto Alinari e d’epoca” (noi ne abbiamo date circa venti…venti anni orsono!), allestita nell’atrio e nei locali  al piano superiore del Palazzo dè Vicari di Scarperia, inaugurata alcuni giorni orsono, ci fa immensamente piacere, poiché è segno di ricordi mai sopiti, di storie, episodi e fatti mai dimenticati, di case, ville, chiese panorami ancora nella mente e negli occhi di tanti, così il lavoro, la vita sociale, civile, religiosa, sportiva.

In questo comunicato stampa si mette in rilievo la presenza di Giosuè Carducci, in una splendida immagine d’epoca, seduto con alcuni notabili, e proprio questa immagine e questo scritti, ci riporta indietro nel tempo quando nel 2007, in occasione del 100° Anniversario della morte del grande poeta, in tutta Italia ci furono manifestazioni, cerimonie ed eventi; in tutti i posti, all’infuori nel Mugello!

In questi ultimi giorni durante una vacanza siamo stati a visitare il Museo di Carducci proprio a Castagneto (il paese com’è noto porta il suo nome) e naturalmente a Bolgheri: ebbene i dirigenti preposti non sapevano che Carducci  ha avuto una lunga presenza nella nostra vallata, per tanti, molti anni anni, fu presidente addirittura del comitato per l’erezione della statua di Giotto (1901) a Vicchio e tante altre notizie ancora.

 

Per sopperire a queste mancanze ci siamo adoprati ad inviare al museo molte pubblicazioni, alcune inedite, ed alcuni libri che parlano appunto della presenza carducciana nel Mugello. Vogliamo trascrivere pari pari quello che scrivemmo per il mensile di arte, storia e cultura “Il Filo” e per un Sito Web di Bologna “ Appennino Web” (città dove morì Carducci), di cui avemmo centinaia di risposte, meravigliate e qualche volta confuse.

Ma tant’è!; come abbiamo sempre scritto, la storia “fa come l’olio, torna sempre a galla” a ricordarci e raccontarci storie vere. Ecco il testo datato 2007, con alcune immagine inedite di Giosuè Carducci nel Mugello, che non furono pubblicate poiché il catalogo “ da Bolgheri a Pilarciano” ci giunse solamente sul nostro tavolo due anni dopo: ”

“ – Il centenario della morte del poeta Giosuè Carducci (Valdicastello di Lucca 1835-Bologna 1907) è stato motivo di una serie copiosissima di cerimonie, manifestazioni, tavole rotonde, dibattiti, incontri e quant’altro in tutto il territorio nazionale nel ricordo di questo straordinario personaggio, premio Nobel 1906 per la letteratura, senza ombra di dubbio uno dei più grandi poeti e letterati fra ‘800 e ‘900.

Abbiamo sotto gli occhi una serie di biografie, estremamente interessanti, della vita e dell’attività culturale di Giosuè Carducci pubblicate nel tempo dai maggiori quotidiani e riviste specializzate del settore. Leggere quella che è stata la sua intensa vita, dalla laurea nel 1855 alla Normale di Pisa, alla Cattedra di San Miniato (1857) successivamente a quella di Bologna (1860) dopo essersi formato una famiglia sposando Elvira Menicucci (1859) da cui ebbe quattro figli (Dante, Bice, Laura e Libertà) per essere poi nominato Senatore del Regno e Accademico della Crusca, scrivendo nel tempo una infinità di scritti, libri, poemi, racconti (era massone, anticlericale ed amico fra i tanti di Gabriele D’Annunzio), dediche, poesie ed altro raggiungendo l’apice della notorietà in campo mondiale, ottenendo, come scritto sopra, il Premio Nobel nel 1906 per la Letteratura.

Una cosa però ci balza agli occhi in tutte queste biografie a lui dedicate; Il Mugello non viene mai menzionato, mai! Va bene la Toscana, la Maremma, il territorio di Castagneto (Cari selvaggi Colli) denominato nel tempo Castagneto Carducci, quindi la Romagna con le sue valli, la Lombardia con le sue brughiere e il Lazio romano con i suoi greggi ed altre terre.

Eppure Giosuè Carducci nell’arco della sua vita, in età abbastanza matura, fra la fine dell’800 e i primi del ‘900 segnatamente fra ottobre e novembre, quando il Mugello si veste di stupendi colori autunnali, era immancabilmente ospite della nobil famiglia Giarrè Billi abitante in una aristocratica villetta (tutt’ora esistente) in quel del popolo di Pilarciano in comune di Vicchio, in quanto amico della poetessa Marianna Giarrè Billi, una delle più fini e colte scrittrice mugellane.

Proprio in questo periodo (1895) Giosùe Carducci fu nominato presidente del comitato per erigere il monumento al sommo Giotto nella centrale piazza vicchiese e per questa sua carica Vicchio e il Mugello era divenuta la sua seconda Patria.

Amava questa terra, la visitò in tutti i suoi meandri: da Vespignano a Moriano, da Faltona e San Giovanni Maggiore (rimase incantato dalla splendida residenza dove nel 1503 nacque Monsignor Giovanni della Casa, l’autore del “Galateo” a Montefloscoli e di Michele Gordigiani a Striano sopra Ronta, conoscendo Cassadò e Mendelhsonn), raggiungendo poi l’apice quando nel 1901 fu inaugurata la statua di Giotto.

Come si sa Carducci, massone, era un incallito anticlericale e com’è noto negli ultimi anni si riavvicinò alla cattolicità e quello che abbiamo scoperto ne è il segno eloquente, poiché in queste righe il nostro Mugello è ben evidenziato.

Lo scrittore Baldo Zari in un brillante articolo sull’Avvenire d’Italia (1908) rievocò interessanti aneddoti sugli ultimi anni di Carducci e la sua ritrovata spiritualità; si legge: “Appena morto,1907, volendo trattare della tanto discussa religiosità del Carducci, interrogai una Signora di Firenze che aveva ben conosciuto Marianna Giarrè Billi. Come Ella sa, il Carducci era solito trascorrere nei mesi di ottobre in Mugello, a Vicchio, nella Villa dei Billi a Pilarciano e una sera dopo pranzo il Carducci uscì da solo a passeggio. Si fa notte e non si vede rincasare. Marianna Giarrè Billi e il marito escono a cercarlo e lo trovano seduto su un ciglio della strada con lo sguardo fisso nel cielo stellato di quella limpida notte d’ottobre: professore ci ha fatto paura o che faceva qui! contemplavo questo bel cielo, il creato, rispose il Carducci, e pensavo quanto siamo ignoranti a credere che sia vuoto!

Un’altra volta, sempre nel Mugello, sapeva che Marianna Giarrè Billi era studiosissima di Dante e ne sapeva cogliere le più fuggevoli bellezze. Ad un certo punto il Carducci posò il libro e battendo le palme su la tavola esclamò… che cosa stupenda è il Paradiso! Ci voglio andare anch’io! Ci voglio andare anch’io! Quando vedeva la Signora Marianna andare a Messa gli diceva sempre: preghi per me, preghi per me!

E se qualche volta la poetessa indugiava e dal campanile del non lontano Oratorio (ormai fatiscente, ai nostri giorni, e cadente) aveva già suonato il segno dell’entrata, Carducci le diceva premuroso: presto, presto Signora. Non voglio mica che perda la Messa, sa? Giacchè son tanto cattivo io, ci vada almeno lei ch’è buona! Lo spazio tiranno non ci permette di portare a conoscenza ancora tante piccole-grandi storie di Giosuè Carducci nella nostra tanto amata vallata mugellana e più esattamente a Pilarciano di Vicchio (giungeva da Bologna con il treno fino a Borgo San Lorenzo per poi raggiungere in carrozza la villa Giarrè Billi a Pilarciano, con le carrozze del Mascherini di Borgo e degli Ardiccioni di Vicchio) e questo per quasi dieci anni, conoscendo nel tempo tantissima gente, e a parte i notabili, la gente umile e semplice che prediligeva (quanti colloqui con i contadini mentre lavoravano i campi e che in quei mesi vendemmiavano!), poichè gli davano una carica umana non comune.

Il 10 dicembre del 1933, il “Messaggero del Mugello” riporta con dovizia di particolari gli incontri di Carducci con la poetessa Marianna Giarrè Billi e il marito dott. Billi (il settimanale mugellano riporta anche tantissimi articoli su Giosuè Carducci prima e dopo l’inaugurazione della statua di Giotto) e anche in questo caso gli aneddoti si sprecano. Nell’ufficialità del centenario della morte, il Mugello non è stato mai menzionato, come se il grande poeta di Castagneto non ci fosse mai stato; ci dispiace, e qui abbiamo cercato di contribuire a sanare questa dimenticanza –“

La foto di Giosuè Carducci nella mostra di Scarperia ci inorgoglisce come mugellani, anche se non poche volte, gli stessi mugellani, hanno dovuto ingoiare nel corso dei secoli tanti …rospi!

 

Foto 1 (qui sopra): Il frontespizio del rarissimo libro dove sono state riprodotte le immagini inedite di Giosuè Carducci nel Mugello.

Foto 2 (qui sopra): Pilarciano 1904 – Giosuè Carducci insieme ad alcuni notabili (Billi, Mazzoni, Barbi e Borghi) di Vicchio di Mugello

Foto 3 (qui sopra e in alto a inizio articolo): Pilarciano 1904 -– Giosuè Carducci con la poetessa Marianna Giarrè Billi

Foto 4 (qui sopra): Pilarciano  1904 – Giosuè Carducci con un contadino e il suo bove.

 

 

 

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