Borgo San Lorenzo

Il futuro dell’Ospedale? Ne ha parlato il Psi, tutti i dati e i problemi del plesso

frontespizio ospedale

Il tema dell’Ospedale del Mugello è sempre un argomento molto sentito, tanto che in occasione del convegno organizzato nel pomeriggio  di lunedì 2 maggio dal Partito Socialista zona Mugello, la sala Pio La Torre di Borgo non è riuscita a contenere tutte le persone presenti. Ospedale del Mugello quale Futuro? Oltre ad essere il titolo del convegno è stata anche la domanda a cui hanno cercato di dare risposta i vari relatori intervenuti al convegno, tra questi il Vice Ministro Infrastrutture Riccardo Nencini. L’incontro si è aperto con l’intervento del segretario del Psi Zona Mugello, Claudio Piccirillo, che ha fatto gli onori di casa ed i dovuti ringraziamenti a tutti i cittadini, agli iscritti al Psi ed agli amministratori pubblici presenti in sala. Il Sindaco di Borgo San Lorenzo Paolo Omoboni, nel suo intervento, ha sottolineato come sia presente nel dna del Partito Socialista l’attenzione ai temi sanitari. Ed ha rimarcato il lavoro proficuo svolto sia dalla parte politica sia dalle strutture sanitarie; producendo un primo importante risultato come quello della conferma del distretto sanitario del Mugello. Dai consiglieri comunali Michele Ballini (Firenzuola) e Sandra Cerbai (Borgo San Lorenzo) sono state ripercorse le tappe storiche dell’Ospedale del Mugello. E forniti i dati di prestazioni effettuate e problematicità della struttura (sia a livello di organico che tecnico). Sandra Cerbai lo ha definito il “nostro” Ospedale del Mugello, mostrando foto e documenti tratte dall’archivio storico di Aldo Giovannini a dimostrazione di come fossero stati lungimiranti i fondatori del primo ospedale del Mugello, nel 1868, per realizzare una struttura a disposizione di tutto il territorio Mugellano. L’attuale struttura ospedaliera del Mugello copre i servizi sanitari e di pronto soccorso per una popolazione di 60mila abitanti in un territorio di oltre 1100 km quadrati, pari a circa un terzo della provincia di Firenze. Durante il periodo aprile – ottobre la popolazione cresce di oltre 20mila unità, dovute in parte al flusso turistico. Il decreto Balduzzi del 2012, prevede la riorganizzazione dei presidi ospedalieri fissando dei parametri numerici sul bacino d’utenza tra gli 80.000 e 150.000 abitanti e debba essere dotato di pronto soccorso. Il Mugello per la sua conformazione geografica, con caratteristiche montane, rientra nella fattispecie del Decreto come territorio avente diritto ad un Presidio Ospedaliero completo dei reparti accessori. Dalla Consigliera Cerbai vengono esposti anche i numeri e le criticità del presidio ospedaliero del Mugello, tra cui:

  • 700 mila determinazioni a patologia clinica, 1920 al giorno. Ovvero il numero dei singoli esami del sangue effettuati
  • 40 mila esami di radiodiagnostica, circa 110 al giorno
  • 21 mila accessi al Pronto Soccorso, con ottimo filtro sui ricoveri – 55 al giorno
  • 5700 ricoveri fra ordinari e Day Hospital
  • 15 mila prestazioni di cardiologia, più di 40 al giorno
  • 4 mila donazioni di sangue e derivati, più di 10 al giorno ( con un lieve calo dell’Alto Mugello)
  • 2500 prestazioni di endoscopia, quasi 7 al giorno
  • 2000 accessi a Medicina Trasfusionale – più di 5 al giorno
  • 1700 interventi di chirurgia ordinaria suddivise tra le varie specialità
  • 450 nascite più di una al giorno
  • una media di 30 pazienti in carico a dialisi, altrettanti in lista d’attesa.

Numeri importanti relativi ad utenza vasta, nonostante questo la struttura segna le seguenti criticità:

  • la mancanza di una sezione di medicina sub-intensiva e della suddivisione del reparto di medicina generale in settori a diverse intensità di cura;
  • personale medico numericamente non sufficiente;
  • carenza di personale di supporto (OSS)
  • carenza di personale tecnico di laboratorio
  • mancanza di una macchina per la risonanza magnetica
  • mancanza di una Tac dedicata al pronto soccorso
  • mancanza di un reparto di riabilitazione post-chirurgica;
  • carenza numerica delle sale operatorie;
  • mancanza di letti per subintensiva
  • problemi relativi alla staticità di alcuni punti dell’edificio.

In conclusione dell’incontro ha preso poi la parola il Presidente della Società della Salute (nonché Sindaco di Vicchio) Roberto Izzo; che ha confermato la volontà di andare uniti nella direzione della costruzione di un nuovo presidio ospedaliero in quanto, ha spiegato, l’adeguamento sismico non potrà mai essere al 100%. A ruota anche Federico Ignesti, Presidente dell’Unione dei Comuni e Sindaco di Scarperia e San Piero, che ha invitato a fare fronte comune al fine di ridurre i rischi di una riduzione del servizio e fare lobby per ottenere un nuovo ospedale. Ha chiuso il ciclo degli interventi il Vice Ministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini, che ha affermato come il Mugello si trovi adesso in una posizione molto importante e sensibile sotto l’aspetto delle infrastrutture sanitarie. Con la nuova variante di valico, l’apertura del nuovo casello autostradale ed il riassetto della viabilità ordinaria, è infatti probabile un ulteriore aumento dell’utenza. A questo proposito, il segretario nazionale del PSI, suggerisce di non guardare ai colori politici, di non creare una frattura a livello istituzionale e di lavorare uniti al fine di non perdere i finanziamenti disponibili.

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