Mugello

Fusione di Comuni? Riflessione di Angelo Gamberi, assessore a Vicchio

Fusioni? Il convegno visto dal Pd, e da Leonardo Borchi (anche lui Pd)

Un’interessante riflessione da un punto di vista sincero e originale. L’invito a non cedere alla moda del momento ma a riflettere prima di intraprendere strade che, tra pochi anni, potrebbero rivelarsi sbagliate:

Unirsi o Perire Ad un tratto ci siamo accorti di avere un gran bisogno di unirci e non perché ci sentiamo piccoli e soli ma semplicemente perché l’”unione fa i quattrini”. Siamo infatti ‘presi per il collo’ a causa di: Lotta anno anno per la compilazione del bilancio (Patto di stabilità) Drastici limiti agli investimenti anche con fondi disponibili Soldi appena sufficienti, e non sempre, per i servizi di base Soldi spesso carenti per la normale manutenzione Personale che anno dopo anno si riduce senza la possibilità di avere sufficiente forza lavoro e la necessaria elasticità (1 assunto ogni 4 pensionati) Sempre più esternalizzazione nella gestione dei servizi. Si fanno i conti solo col numero delle persone e non con il territorio sul quale questo numero abita In questa situazione di difficoltà finanziarie e gestionali, che fanno aumentare il degrado del “bene pubblico”, si presenta la possibilità, attraverso le fusioni, di accedere a mitici tesoretti per qualche anno a venire……. Si sventolano specchietti per le allodole: milioni, milioni, milioni………….. il paese dei balocchi. Non è che dopo ci risveglieremo tutti un po’ più asini ? Pinocchio insegna. Mi domando “possiamo svendere 700 anni di storia e di autonomia per questi specchietti”. Anche se i soldi ci fanno e ci farebbero estremamente comodo. A noi ne basterebbero anche molto meno. Ma il ricatto è: unirsi o tirare la cinghia. Sono anni che tiriamo la cinghia. Ma, ripeto, non possiamo svendere 700 anni di storia incisa in bolle, statuti e pietre, per ridurci a periferia. Perché una fusione di questo tipo ci porta semplicemente ad essere periferia. Una periferia senza anima, con forse qualche opera in più e qualche buca in meno, ma senza un progetto serio di gestione futura. Senza una spina dorsale. Se unirci avesse tutti i vantaggi che ci dicono (al di là dei soldi, che poi finiscono), offrire ai nostri cittadini servizi più efficienti ad un costo minore, una manutenzione più puntuale, una presenza del pubblico più qualificata, una capacità di investimento più strutturata, un supporto migliore alle emergenze sociali ed economiche, un territorio con una struttura pubblica forte……… Domandiamoci: perché non ci siamo mai uniti e solo il miraggio del denaro ha fatto destare in noi questa voglia e questa fretta nella paura che il denaro svanisca ? Intorno a noi abbiamo un territorio con sempre maggiori problemi di gestione: boschi, strade, scuole, fiumi e fossi, verde, anziani, disoccupati, giovani, immigrati…. E via dicendo. Quando eravamo più poveri avevamo più cura ed impegno come singoli e come comunità nella gestione e nel rispetto del “bene pubblico”. Ora il concetto di “pubblico” ci sfugge sempre di più. Gestioni che si allontanano e diventano sempre più apicali e costose. Ci sfugge l’analisi dei costi. Ci pensano altrove. A noi solo le tariffe e guai se non paghiamo in tempo. Vogliamo discutere seriamente di come gestire il nostro territorio ? Analizziamo, seriamente, se quello che abbiamo fatto sino ad ora ha dato risultati positivi in termini di minori costi e maggiore efficienza. Ad esempio. Quando un cittadino mi fa presente che le strade ormai sembrano piste da giungla……… che devo rispondere ? Che la Città Metropolitana ha migliorato la manutenzione ? Che la soluzione al problema saranno le Fusioni che mi permetteranno di avere qualche soldo in più per pagare per alcuni anni una ditta?…. E poi?.. ancora giungla? La fusione è una risposta seria e strutturata alla manutenzione del “bene pubblico” ? Discutiamone. Esistono altre soluzioni ? Forse si. Cerchiamole. Se i vari e bizzarri puzzle di Unioni di Comuni che circolano hanno le potenzialità decantate dai loro sostenitori decolleranno senza bisogno di incentivi, anzi, detti incentivi siano indirizzati verso i Comuni in difficoltà per numero di abitanti e vastità di territorio che giorno giorno sono alla ricerca del minimo finanziario per tamponare la normale manutenzione e il dissesto idro-geologico e vogliono mantenere la loro identità territoriale. E così potrei continuare, ma semplicemente per dire che c’è qualcosa in tutto questo di imperscrutabile…. Corriamo verso una chimera che poi si esaurirà lasciandoci…. come? Forse con qualche altro “bene pubblico” da gestire ……. quando siamo già in difficoltà a gestire gli attuali Stiamo con i piedi per terra: le mode passano i problemi rimangono o forse aumentano. Una unione di debolezze difficilmente fa una forza, ma più spesso una maggiore debolezza. E poi fusioni o fagocitazioni? Il più debole che non ce la fa più e si arrende a diventare periferia del più forte? Non credo sia questo il metodo giusto per fare riforme territoriali e soprattutto amministrare il “bene pubblico” Dr. Angelo Gamberi Assessore Lavori Pubblici, Urbanistica, Consorzi Stradali, Viabilità Via Garibaldi 1 50039 Vicchio (FI)

Change privacy settings
×