Domenica 14 febbraio ’16, durante la Messa delle 11 officiata nella Pieve di S. Giovanni a Vicchio da Don Giuliano Landini, è stato reso omaggio alla figura di Fra’ Giovanni Angelico, di cui ricorre il 32° anniversario della proclamazione a Patrono Universale degli Artisti. Cerimonia tradizionale ma niente affatto scontata, cui hanno partecipato fra gli altri, oltre a una gran quantità di fedeli, il Sindaco di Vicchio Roberto Izzo, l’Assessore Angelo Gamberi, il Comandante dei Carabinieri, e i labari dell’associazionismo vicchiese. In particolare erano presenti il Gruppo Agricolo di Vicchio, la Vicchio Folk Band, la Confraternita di Misericordia, gli Alpini e, ultimi ma non ultimi, e in pratica al gran completo, gli artisti dell’Associazione Giotto e l’Angelico. Durante la Messa è stata esposta sull’altare la reliquia di Fra’ Giovanni, proveniente dalla sua tomba situata nella Basilica domenicana di S. Maria sopra Minerva a Roma, e che qui fu portata nel 2012 in occasione della medesima ricorrenza. In quell’occasione Padre Antonio Cocolicchio, Superiore dei frati domenicani di San Marco a Firenze, nel celebrare la funzione, dichiarò tra l’altro durante l’omelia: “So bene che la mia predica di oggi verrà rapidamente dimenticata. Le prediche di Fra’ Giovanni invece verranno sempre ricordate, perché realizzate attraverso le sue opere pittoriche.”. Si sbagliava. Molti tuttora ricordano bene il suo discorso. Era riuscito in una sola frase, in pratica, a riassumere l’essenza della figura di uno dei massimi artisti del Rinascimento fiorentino. Anche quest’anno, al termine della cerimonia, ci si è diretti verso il Circolo Il Paese, i cui volontari, come sempre, non si sono risparmiati nel preparare per i tanti intervenuti (vi si è aggiunta Carlotta Tai, Vicesindaco di Vicchio e Assessore alla Cultura) un pranzo straordinario, occasione di incontro e di serenità per tutti.














